L’Amore distillato

di Marco

Siamo vittime e carnefici in quella tortuosa strada banalmente circoscritta nella parola amore, ove tutto è avvolto da una membrana che sfuma forme e contorni.
Nessun vincitore o vinto nell’eterna danza emotiva e carnale di due innamorati a forse unicamente brandelli di una presa di posizione sull’intimità dei “ruoli”.
Ma tutto ciò che facciamo per la persona desiderata rivela una predominante forma di egoismo, l’insieme delle nostre attenzioni rivolte all’amato non sono altro che un riflesso condizionato per il proprio benessere; in primis desideriamo la nostra felicità.
L’esistenza personale è un connubio sinuosamente intrecciato alla vita della persona da noi amata, tutte le emozioni, passioni nutrono gli amanti con eleganti banchetti imbanditi della loro stessa sostanza.
Non v’è più presente nell’innamoramento una situazione di stallo come nell’ordinaria esistenza, nessun compromesso tollerato dal supremo sentimento; Tutto o nulla sono le sole realtà che velatamente attanagliano chi ama.
Nella vita quotidiana siam circondati, sospesi sopra un filo in balia di circostanze e situazioni che prosciugano il nostro essere, ed è nell’amore che quel filo scompare e lascia al suo posto un baratro ove noi sprofondiamo o rimaniamo saldamente aggrappati al ciglio della voragine.
Schiavi liberi di una realtà che non ci appartiene, idealmente sedotti dagli eccessi amorosi di Baudelaire ove la sua Musa era odio e amore, al pari di Catullo, eternamente decantata in sublimi poesie che son distillati d’amore in versi, orgiastiche visioni di un sentimento tanto dolce quanto deleterio.
Sostanzialmente l’amore è un’ideale inconcepibile, in continua mutazione dove spazio e tempo son frivoli dettagli.
Noi siamo innamorati da quando veniamo al mondo avvolti in questa etera membrana, sostanzialmente dannati o forse salvi.
Odi et amo.

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