Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Connotazione spirituale

Odori di ricordi
risveglian il pensiero,
quante ossessioni
incatenano il corpo
fanno schiavo
il futuro presente
ma son futili bachi
e la seta
ancor pregiata non è.

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Seno nudo
uomo stanco,
oramai spento
desiderio.

Punti di Luce

Ruota
su se stessa
lacrima
solitaria
La terra divide
infinito mare
cosparso di punti

lontano
lo straniero
con se porta
lacrime
che son prismi.

Giuoco

Or come ora
vorrei piangere
baciarti le labbra
far l’amore con te,
fingermi il tuo uomo
e giocare carezzandoti.

Mai ho scorto
tanta apatia
in una natura
artificiosa
o
umana

Ho ascoltato

La notte svanisce
occultata.
Piove
smuove la terra
la radice
dell’umana indifferenza.

Altri ricordi

Mio Amore,
son finiti quei tempi
tra Parigi
e il droghiere all’angolo,
mentre danzavi
dipingevo il giorno
parlavo pacatamente
con garbo ti seducevo.
Le parole han vita propria
ma bruciano ora
nel fuoco dell’oblio,
nulla riporterà l’emozione
la rima falsificata
solo per farti sorridere,
rimane sospeso
corroso il nostro vivere
e nei brandelli di carne
ancor troverò
sublimi tracce del tuo passaggio.

Viscere


Disfare ciò che sono
in questo vuoto
interiore
ove tutto non appare
appare sfuggendo,
trovo l’inconsistenza
nella mosca che si posa
ronzando fastidiosamente,
brusio incessante
            ti prego annullati
            scompari
bramo silenzio,
SILENZIO!
Tra le mura
occhi lucidi
nevrosi,
l’abbandono necessario
tutto sfugge
ormai il tuo corpo balla
senza il mio.
Io muoio
tra mura spoglie di un paese lontano.

Cinque sensi

Fuggir
è forse ora la soluzione,
abbandonando il mondo
esistere all’infuori di esso,
vana è la ricerca.

Ed è dunque
vanità,
piacere carnale
stereotipato.

Ricomposizione

Spazio umano senza riserve
ove persiste
incessante
rumore di fondo,
non conosco l’essenza
ma ne ritrovo la parvenza
marcata visibilmente
in quest’epoca sfuggevole.

Esso

Il mio corpo piange
nella notte vana,
sento pugnali
trafiggermi
l’impossibilità di vivere
esistere fuori di me,
esterno dolore
internamente covato,
quante lacrime
che son amare
come sangue
fuoriesce dalle membra
e il salvatore
me stesso
deprime ciò che sono
non sono,
privo di forma
rinuncio all’esistenza
bramando oblio
oscurità dei sensi,
solitudine
abbandono,
caldo mortifero.

Brusio

Nulla se non il ricordo
fasullo di te
ritorna alla mente.
Ingannevole come il presente
la costante permane
l’assenza.

Fuggire
nella notte
ove baci
sfioran
il pensiero

Pancreas

Guardami ora
ragazza vergine,
nudo e inerme
dolorante
piegato dal dolore
quasi moribondo.
Guardami ora.