Bacche acerbe

di Marco

Discorre questo paese
in una lingua
a me sconosciuta,
invano tenta di comunicare
la sua eterna pace
dagli stolti
definita cimitero.
Poesia
o forse prosa
fuoriesce furiosa
dal paesaggio circostante,
ove musa ancor non si nota
seppur viva
plasma l’emisfero abbandonato.
Attendo
tra queste foglie
scosse dal vento
una voce familiare,
possa divenir fonte
origine del fluido
genitrice dalle rosee mammelle.

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