Quaderni logori

di Marco

Passeggiano due anime
in questa silenziosa notte,
non sanno della mia presenza
al dì sopra delle loro teste
trattengo il respiro
sbuffando l’ennesimo
fumo di sigaretta.
Né a destra
come a sinistra
ora scorgo forme di vita,
solamente una luce
soffusa, tremante
marca questa atmosfera solitaria
rinvigorita a tratti
                 da un soave venticello
                 e da un grillo dispotico.
Se potessero
quelle nubi frastagliate
scendere vicino a me
porgendomi il loro saluto
sarei l’uomo più felice
                 di un mondo fatto di finestre
                 illuminate a giorno.
Ma nulla risulta più fallace
che la vana attesa
di una manifestazione
artificiosa o umana,
e nel crogiolarsi
infinitamente a questa speranza
una dolce malinconia
che da tempo non percepivo
punzecchia la mia carne
risvegliando dal baratro
una condizione mentale
a cui molto devo
e son grato
da tempo immemore.

Un soffio di vita,
tutto trascende
al riparo dalla cenere
e dai languori notturni
che vegliano
sulla mia figura
dal primo pianto.

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