a Vittoria

di Marco

Piangerò il tuo nome
vivido impresso luminescente
mentre ancor odo il vociare,
frenetico e convulso
tra quelle labbra rosee.
La tua essenza
permane tra la pioggia,
l’eco del tuo essere
sorriderà a noi comuni mortali
così avvinghiati alla materialità,
mentre tu ora puoi
sostare sopra noi
burlandoti dei nostri stanchi volti
nell’estenuante ricerca di un fine
che mai apparirà
se non vano e illusorio.
Non rider troppo
o verremo a solleticare le tue membra
candide, pure visioni.

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