Treviso

di Marco

Riappare la scomoda città
che tutto ha trascinato,
languorose rimembranze
e armoniose presenze
m’accompagnano solingo.
Tra queste invisibili mura
dal puzzo artificiale,
i primi fiori son sbocciati,
calpestati, raccolti
dalla non umana presenza
che tutto estirpa.
Permango ora scosso
avanti l’umanità,
atavicamente relegata
e sopraffatta dal mental degrado.

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