Autismo

di Marco

Follia scenica s’apre avanti a me,
percepisco il candore
i repentini cambi d’umore
ch’ accompagnano la disfunzione.
Lungi da me
dal ricercar vetuste consonanze
nell’apparir rinvigorite e spolverate,
sotto mentite spoglie
al dettaglio somiglianti
nell’estrema unione gnostica
popoleremo le nostre Apocalissi
e del sacro nettare,
ingordigia a dismisura,
sfiorarti le labbra
con petali d’incenso
ch’ all’improvviso s’innalzeranno
nell’innaturale compostezza
dedicando a te i miei deliri.
Dal mondo chiedo congedo
genuflettendomi,
mai fummo così umani.

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