Ordinati

di Marco

All’appello temevo
d’essere scoperto,
meditavo sul futuro
e sui moti dell’animo,
appuntavo i miei desideri
calligrammi sfusi
stilizzati disegni
nella speranza d’esser notato.
Una voce squillante
l’inganno scoperto
una corsa frenetica
l’oasi più vicina
ed era subito rifugio.
Ai posteri
inconsciamente
poesie dedicai.
Ora vi libero
scheletri nell’armadio
di questo pesante fardello.

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