Barricate

di Marco

Morfeo, abbi pietà di me
tra queste terre consunte
ed il puzzo di vita
nella presente notte d’Agosto.
Nell’incontro scaturito dal fato
ho ricondotto la mia signora,
sgualdrina di basso borgo
da sempre in me relegata,
a passeggio
tra insetti e brezza notturna;
desiderava fuoriuscire
una nuova solitaria anima
affine a lei le apparve
e si ritrovarono a dialogare,
come soldati in trincea
sui loro peccati
omicidi
e onirici presagi.
Lei
di cui vedo sfuocato il volto
bacia le mie mani
parlandomi in tono pacato,
sfiora il mio sesso
e mi sorride.
La mia signora,
nuovamente rintanata
m’ha concesso la compagnia del nuovo ospite;
io e Lei ora
nei nostri mondi
lasciamo parlare i nostri corpi.

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