Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Elitropia

Vorrei posarmi distrattamente
con fare stanco
sul seno di molte donne,
parlar loro d’amore
farle arrossire.
Vorrei sentirmi amato
da un gatto
ed esser odiato dall’umanità.
Vittima designata
per ogni complotto,
in eterno mi mortificherò
l’esistenza.

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Diteggiatura

Correvano frenetiche
le lentiggini
sul tuo volto etereo,
sfuggivano convulse
alla luce solare.
Non carpii mai
il tuo reale sentimento,
che s’eclissava
come i segni sul tuo corpo.

Sanità

Considerate questa modernità,
racchiusi
inclusi
in ciò che non vi aggrada,
considerate voi stessi
e sottraetevi
al di là dell’aritmetica
dal mondo.
La perdita d’aureola
è sancita
per il poeta
e il visionario all’ascolto,
or dunque che fare?
Procedere oltre?
Afasia,
apatia,
oblio del sé
null’altro

Considerate la poesia
ed eliminatela
dalle vostre priorità,
il gesto più consono
per le vostre povere menti.

Afasia

Impercettibile soffio,
transustanziazione d’ogni cosa
e tutto m’appariva
come inviolabile realtà,
oltre l’uomo
parafrasando il filosofo,
oltre la natura
interrogando il poeta,
al di là del sé.

Considerazioni

Schiere d’uomini
bramano il poeta,
che dolcemente allieta
tutto ciò che sfiora.
Idolatrato allo stremo
fugge, fugge lontano
quel moribondo
generatore di versi,
malizioso
fugacemente bacia
quelle gote
e dal desiderio
nascon profonde cicatrici,
ossessiva bramosia
inanellata nella malinconia.

“Direzioni Diverse” di Marco Coppe Presentazioni, Reading, Chiacchierate e Respiri

** Presentazioni, Reading, Chiacchierate e Respiri **

Sessantasei poesie che parlano di te, di me, di noi e di tutto ciò che desideri.
Se tutto questo non v’annoia, decanterò questi versi un po’ dove il fato ha voluto.

[MAGGIO]

02/05
Padova |19.30|
Interno 12 Padova (Vicolo del Portello 12, PD)
http://www.facebook.com/events/628177383949344/

09/05
Empoli |18.00|
Cuentame Libreria (Piazza Farinata degli Uberti 18, FI)
http://www.facebook.com/events/831314590291908/

16/05
Firenze |18.30|
Mago Merlino Tea House (Via dei Pilastri 13r, FI)
http://www.facebook.com/events/954052944628483/

23/05
Bologna |18.30|
Caffè Letterario Notturno Sud (Via del Borgo di San Pietro 123/G, BO)
http://www.facebook.com/events/903747256333630/

27/05
Bologna |18.30|
La Caffetteria del Sì – Aterlier Sì (Via San Vitale 69, BO)
http://www.facebook.com/events/732264250218348/
http://ateliersi.it/si/events/marco-coppe-direzioni-diverse-presentazione-del-libro/

29/05
Aldeno (Trento) |19.00|
CG Aldeno (Via Damiano Chiesa 12/2, TN)
http://www.facebook.com/events/467373596760029/

[GIUGNO]

13/06
Roma |19.30|
Yeah Pigneto Musicadischicaffe (Via Giovanni de Agostini 41/45, RM)
http://www.facebook.com/events/474090042748734/

22/06
Mestre |18.00|
Libreria Mondadori Piazza Candiani (Piazza Luigi Candiani 7/A, VE)
http://www.facebook.com/events/1132766030082877/

Ad ogni data saranno disponibili alcune copie, del mio libro, per l’acquisto.
Se qualcuno non riuscisse a venire o lo volesse prima è possibile prenotarlo/acquistarlo qui: http://www.amazon.it/dp/8881638649 (o contattandomi in privato)

“Direzioni Diverse non sono io, presupposto necessario, seppur contraddittorio.
Direzioni Diverse, se lo volete, potete esser voi.”

 

Attestazione notturna

Circondati
sopra tutto,
cogline il movimento
la rarefatta aria,
dialoga.
Attendo
invano
la notturna visione
che scuote le lenzuola
Accumulo del giorno
ruota a terra
vortici polverosi,
scatole cementate odorose.
Rette parallele
oramai deserte
come stomaci vagabondi.
Senza grazia
su caratteri invisibili.

Frenesia floreale

dove scendi
fiore innaturale
non calpestar quelle vicinanze,
svolazza lieto
ovunque ti pare
trascinami con te,
senza pianti
ne canti
bramo il tuo vociare
frenetico e disteso
tra le verdi radure
cosparse d’incenso,
ove sepolcro
il nostro luogo ameno
coltiverà i nostri,
finali giorni
nell’eterna speranza
che a noi
poveri uomini mortali
sia concessa
grazia
o pena,
sacrificio o eternità,
gioia più grande
mai ci sarebbe data
in un futuro deviante
ma ora solo tu
ora solo tu carpisci
i nostri animi fuggiaschi
tra le onde
tra la spuma,
oracolo
portare immoto del nulla
conducici,
guidaci verso il tuo regno,
non celar tali grazie a noi
mortali
ordinari e comuni,
rivelaci gli antichi desideri,
segreti inconfessabili
tra i tuoi regni orgiastici.
Non trattener quei corpi
esponili,
cara pagherei
quell’opera d’arte
movente
e senza rimorso alcuno
m’impossesserei dei suoi arti
estorcendone il frutto
delicato
prezioso
che si cela dentro esse.
Ma non arrecar danno
Fiore
ora scendi
scendi assieme a me
Dio ci concede
noi concediamo a lui
l’amor eterno
l’amplesso sepolcrale
il nulla
che contro l’infinito si staglia,
coglici ora
Fiore,
non scendere
rimani statico
e la brezza mai
potrà disturbar
la tua innaturale vita,
scomponiti
scomponici
stretti moriremo
dormiremo

Intimo focolare

Nembi infuocati,
ricordi estivi
macchiati di cancro

Successive mutazioni

Il paesaggio natio,
culla di primordiali visioni
e slanci emozionali,
arduo rende la venuta
a Morfeo.
Non trova requie,
febbricitante corpo
vibrante e scosso,
qui perdura
l’eterno ritorno insonne,
sconosciuti motivi
che mi mantengono
pulsante nell’agonia notturna

Dormivamo, ma tu mi proteggevi

Non possiedo parole
che possan colmare
paesaggi infantili
mano nella mano.

(Mi perdonerai
ne sono certo)

Lo stesso fiume
borbotta
entro me,
nulla è mutato,
ma apatico ora permane il paesaggio.

I tuoi passi
non risuonano
Il tuo corpo
ora
divorato
è sacro custode
dell’unico
amore terrestre.

Il tuo ricordo
sovrasta quei floreali omaggi.

(A quale futile convenzione
siam costretti,
intrinsecamente portati a ciò
da tempo immemore.)

Ho colmato quei vasi
d’inutili pianti,
mentre la tua mano
tende all’infanzia
protratta
nei ricordi d’Aprile

Polmonare

Poesia
ora
Poesia

Tu che perlustri
sondi il nostro
inquieto animo

Non so più
se Poesia
ti si addice

per antonomasia
e per tutte le rime
che non si baciano
dal mio corpo esci
senza vergogna

d’oscurità
risplendi

Ripetizioni

Ricordati di me
nei tuoi recessi
mentali
ricordati le mie poesie,
le ho macchiate d’amore
le tue lacrime rugiada
che inesorabilmente solcavano
il tuo volto diafano.
Fossi fiore

dormirei sotto i tuoi petali
e al mattino
ti coglierei
Fossi poesia

leggerei quei versi
tra quelle rosee labbra
che si socchiudono voracemente.
Fossi musa

dedicherei a te
reconditi pensieri
e retoriche figure
di cui ignoro l’essenza.
Perdonami
per ciò che sono

sii buona,

esisti assieme a me
tendi ad un nuovo
orizzonte,
tendi verso me

all’infinito.

Di rimbalzo

È la stagione,
propizia per rigenerarsi
e il sole,
infido astro
m’acceca
in una stanca geometrica riflessione
che già svanisce.

Taccuino di un giovane

Non giovano più
questi moti dell’animo
alla bruta società
che ci racchiude.
Il sentimento del tempo
è sfumato

DETERIORATO

Non più percepiamo
la sensibile realtà
intrinseca negli antenati.
La chiusura della mani
in preghiera

Quale fede?

Morbosità atavica ci spreme
il nulla
e l’emisfero del tuo occhio

Un altro Io

Colmo e carico di segreti
avanzo,
il nulla si staglia

ma raccolgo

passo passo

fiori bagnati di rugiada
e sottile m’appare
il confine
tra mondo

e l’essere che racchiudo

Opera in sé

Rimango attonito
in disparte,
seppur cullato da queste note
malleabile pare la mia anima
che tutto assorbe
e sputa un attimo dopo.
Non concepisco
l’atavica necessità
di valori ed ideali comuni,
in questa fallace epoca
di rimpianti e sguardi assenti,
mentre un motto permane,
deleterio
nell’immaginario comune:
“Historia magistra vitae”

Violaceo

Pareva scomoda
la tua presenza,
fluttuavi
e mai t’affaticavi,
distesa tra mille pensieri
osservavi
e scomode t’apparivano,
le poesie che a te dedicavo.

Treviso

Riappare la scomoda città
che tutto ha trascinato,
languorose rimembranze
e armoniose presenze
m’accompagnano solingo.
Tra queste invisibili mura
dal puzzo artificiale,
i primi fiori son sbocciati,
calpestati, raccolti
dalla non umana presenza
che tutto estirpa.
Permango ora scosso
avanti l’umanità,
atavicamente relegata
e sopraffatta dal mental degrado.

Dimensioni egoistiche

Gemiti notturni
attraversano l’aere
che pare satura
di nuove emozioni.
Tutto ciò m’attraversa
senza prender parte al gioco,
spoglio il mio corpo
a nuova purificazione si presta,
oramai debole e stanco
chino su libri,
null’altro brama
se non sonno eterno
tra queste pallide membra,
mura nauseabonde.

Morte di un Poeta

E’ morto un poeta
logorato dal suo mondo,
rimarrà tra noi
il debole ricordo
che i suoi scritti
ora trasudano.
E’ morto un poeta
e la sua poesia
ora vive,
in pace con il mondo.

Accompagnamento

A quest’ora,
i barboni mendicano la luna,
credendola vicina
mentre lontano s’ode,
qualche iracondo ubriacone.
Ed è dunque la notte,
soporifera
nella sua febbrile insonnia.

Trascrizione

Non più amore
ma affilati sentimenti
che il mio cuore lacerano,
non più vita
ma inesorabili baratri
scorgo avanti a me.
Ho ascoltato le tue pene,
trascrivendole per non dimenticarle
e ora affogano
assieme al tuo corpo,
pesantemente trascinato a fondo
dalle tue ansie
che son blocchi di pietra
alle tue caviglie.
Non più amore,
non più vita
ma destini interrotti.

Dopo pranzo

Dormivo,
mentre tu coloravi
il mio pallido volto.
I vivaci colori
contrastavano con le mie membra
e dolci ricordi
m’apparivano in sogno.

Tableaux vivants

La pantomima di noi viventi
permane nella molle eco
di questa società,
orgogliosa si fa spazio
tra le ceneri e i detriti
come un fantoccio
a cui è stata data la vita.
Mossi da fili,
oramai visibili a tutti,
plasmiamo la nostra
individuale visione.