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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Anima

Opera in sé

Rimango attonito
in disparte,
seppur cullato da queste note
malleabile pare la mia anima
che tutto assorbe
e sputa un attimo dopo.
Non concepisco
l’atavica necessità
di valori ed ideali comuni,
in questa fallace epoca
di rimpianti e sguardi assenti,
mentre un motto permane,
deleterio
nell’immaginario comune:
“Historia magistra vitae”

In nome di

Parla ora
lentamente,
ricorda la terra desolata
e non fuggir da essa
ma trova riparo,
custodisci il tuo corpo
preservando la tua anima,
coloro che ti vedranno
conoscono la verità
e s’allontaneranno da te,
taci ora
lentamente.

Frammenti isolati

Sotto la nebbia
morti senza volto agiscono,
trascinano la propria anima
alle caviglie incatenata
e cantando a voce alta
buffamente compongono
la loro funebre marcia.

Aritmie

Notte dolce note
melodiche liberazioni eterogenee
son sbuffi
orchestra
fiati e percussioni.
Visionari del nostro intimo
voraci dell’anima altrui,
cullati in un sonno protratto
siam al varco,
attendiamo!

Rapsodia

Debole ristoro del corpo
l’animo spezzato vacilla,
rotola nella valle cosparsa di rovi
versando vino in calici
ove il liuto riecheggia
e banchettano felici gli arti.
A caro prezzo seni martoriati
e lingue dolciastre
dipingono nuove tele,
schizzano i membri
fallaci falli di uomini
dalle mille colorazioni
orgasmi elicoidali risuonano.
Libertà invocata
decapitata
smarrita in vecchi romanzi,
derelitti del nostro tempo
pietre miliari del mai passato.