Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Baudelaire

Sanità

Considerate questa modernità,
racchiusi
inclusi
in ciò che non vi aggrada,
considerate voi stessi
e sottraetevi
al di là dell’aritmetica
dal mondo.
La perdita d’aureola
è sancita
per il poeta
e il visionario all’ascolto,
or dunque che fare?
Procedere oltre?
Afasia,
apatia,
oblio del sé
null’altro

Considerate la poesia
ed eliminatela
dalle vostre priorità,
il gesto più consono
per le vostre povere menti.

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L’Amore distillato

Siamo vittime e carnefici in quella tortuosa strada banalmente circoscritta nella parola amore, ove tutto è avvolto da una membrana che sfuma forme e contorni.
Nessun vincitore o vinto nell’eterna danza emotiva e carnale di due innamorati a forse unicamente brandelli di una presa di posizione sull’intimità dei “ruoli”.
Ma tutto ciò che facciamo per la persona desiderata rivela una predominante forma di egoismo, l’insieme delle nostre attenzioni rivolte all’amato non sono altro che un riflesso condizionato per il proprio benessere; in primis desideriamo la nostra felicità.
L’esistenza personale è un connubio sinuosamente intrecciato alla vita della persona da noi amata, tutte le emozioni, passioni nutrono gli amanti con eleganti banchetti imbanditi della loro stessa sostanza.
Non v’è più presente nell’innamoramento una situazione di stallo come nell’ordinaria esistenza, nessun compromesso tollerato dal supremo sentimento; Tutto o nulla sono le sole realtà che velatamente attanagliano chi ama.
Nella vita quotidiana siam circondati, sospesi sopra un filo in balia di circostanze e situazioni che prosciugano il nostro essere, ed è nell’amore che quel filo scompare e lascia al suo posto un baratro ove noi sprofondiamo o rimaniamo saldamente aggrappati al ciglio della voragine.
Schiavi liberi di una realtà che non ci appartiene, idealmente sedotti dagli eccessi amorosi di Baudelaire ove la sua Musa era odio e amore, al pari di Catullo, eternamente decantata in sublimi poesie che son distillati d’amore in versi, orgiastiche visioni di un sentimento tanto dolce quanto deleterio.
Sostanzialmente l’amore è un’ideale inconcepibile, in continua mutazione dove spazio e tempo son frivoli dettagli.
Noi siamo innamorati da quando veniamo al mondo avvolti in questa etera membrana, sostanzialmente dannati o forse salvi.
Odi et amo.

Oscenità

Strane pulsazioni
gravitazionali o centripete
frugano tra i miei pensieri,
mille starnuti
anticoncezionali
e amplessi secondari,
la convalescenza di un idiota
che del romanzo fa vanto
l’aria fuoriesce
naso
bocca, naso
e tutto tace
morboso silenzio levigato
gli scatti nevrotici
di vicini assonnati
e la nevrosi di uno psicologo
tradito dai suoi sogni
che son umidi
bagnati e sgocciolanti
multiformi, astratti e inutili.
Quando manca il respiro
l’insonnia t’ammazza
l’editore ti pubblica
la malattia ti uccide
la donna ti ama
il padre muore
otto ore al giorno
muore sette giorni meno uno
e il suo riposo la malattia
la sua fuga naturale
tra baccelli e frutti marci,
la madre
mia madre viaggia
preoccupata, asfissiata
dal mal costume
mal comune
come ragazze di città
ritte al calar del sole
a gambe divaricate
ebbre di vino
passione rumore fragore
mai tradite
per sempre amate
seppur vergini amplessi
ritarderanno l’incontro
e saran gioie a scuotere
tramortire
se non ingannare
abominio pecuniario,
ove lo studio cessa
lo scrivere ruota
e nemmeno B. risparmiava
ma sua madre l’amava
ed eran gioie di debiti
salassi decadenti
iscrizioni latenti
nessun superstite
vincitore o vinto,
è la mia guerra
pace bellica,
bellicosa.