Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Cuore

Paralipomeni

Nel tuo cuore,
errata corrige
refuso del mio amore,
riporteranno la corretta sintassi
e quel nesso corporeo svanirà;
Verso il patibolo
deambulazione di un sol corpo
scalpiccio delle moltitudini,
in lista d’attesa sostiamo
con i nostri intonsi volumi sottobraccio,
la naturalezza della posa li disarma;
Chiniamo ora il capo
e tra labbra socchiuse
invochiamo l’ultimo respiro.

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Trascrizione

Non più amore
ma affilati sentimenti
che il mio cuore lacerano,
non più vita
ma inesorabili baratri
scorgo avanti a me.
Ho ascoltato le tue pene,
trascrivendole per non dimenticarle
e ora affogano
assieme al tuo corpo,
pesantemente trascinato a fondo
dalle tue ansie
che son blocchi di pietra
alle tue caviglie.
Non più amore,
non più vita
ma destini interrotti.

Conifere

Sii buono
rimani con me,
sfiora le mie mani
non temere,
ora tutto svanirà
il tuo cuore
mai più batterà
e i tuoi occhi vitrei
faranno da specchio
alla tua salma.
Tremi senza motivo
caro amico mio,
non t’aggrappare alla vita
scivola in basso
socchiudi le palpebre
arrenditi,
non esser recidivo.
Periremo all’unisono
stesi contro il cielo,
un solo pensiero
mai svelato
rallegra questi nostri
cadaverici volti.

Marcia sul tempo

Labbra si posano
ore otto
contorni vividi
luce accecante
Parti
e non torni
prima che il lampione
avanti a me
s’accenda
Permane il pensiero
marcia sulle ore
ore otto
riscuoto il bottino.

Inesperto esploravo le rovine

Il tuo corpo profanato
non da me,
le tue pallide membra
han sfiorato ben altri corpi,
il pensiero trafigge
sgretola il mio amore.
Quanti uomini
gemiti baci braccia
attraversano il baratro,
tutto ciò mi uccide,
lentamente
salassi al mio cuore
Dov’eri? Dov’ero?
Quando due corpi
macchiavan il nostro giaciglio
affranto
non carpisco il luogo
ne il nesso,
solo tu presenziavi
nella voluttuosa mercificazione.

Selếnê

La luna è celata
torbide nuvole covano pensieri,
t’assomigliano
anche in te scende la pioggia,
leviga il tuo corpo e il tuo cuore
scalfisce le tue emozioni.
I tuoi occhi son lucidi
e la Luna vorrebbe specchiarsi
immensi bacini di sensazioni
traboccano,
quando riverserai tutto ciò?
Quando piangerai sul mio petto?
Moriremo assieme
e l’astro splendente si risveglierà’,
le nuvole si diradano,
non sei più sola.
Ti ho donato la Luna
seppur a parole,
ora è tua
solo effimera distanza ci separa
vieta ai nostri corpi di unirci.

Pungente simil seta

Vorrei agonizzare tra le tue labbra
a gambe divaricate
gemiti pervadono la stanza,
il tuo corpo nudo
oasi perversa del mio animo,
desidero un amplesso
eiaculazione sul tuo volto teso
schiaffoni mozziconi di sigaretta
un erezione visibile
scompare nella tua bocca
e muoio
vengo
dolce sostanza calda
assapora il destino umano
succhia la poesia
mordi la mia lingua,
ho voglia del tuo inanimato cuore
mentre profano le tue membra.

Staticità

Fuoco
tra le acque vergini
nude e chine
allucinazioni materiali
corpi nuotano
danzano
amanti vendicativi
randagi selvaggi
soccorrono anime
scuotono la terra
se il cielo riposa
e rimane statico.
Presa di posizione
appresa in tempo di guerra,
nascondigli svelati
furtivi guizzano dai letti
e le urla lontane
latrati assordanti,
al macello appesi
distribuiti casualmente
celati nelle viscere
consultano il futuro
astronomi indifesi
di poco conto
sconsiderati mendicanti
di altri mondi
paralisi sintomatica
di arti
cuore e risvegli.

Immanenza

Splendeva il tuo corpo
tra quelli oceani primordiali
privi di forma e metrica,
risuonava lontano l’eco del piacere
magistralmente suonato dagli organi
ad un invisibile platea muta
immobile nel silenzio.
Elevata all’ultimo stadio del tuo essere
dimenavi braccia gambe e cuore
pizzicata nell’intimo sospiravi
gemevi ad ogni contatto,
così i tuoi sussulti trascritti
in un pentagramma astratto,
trascendeva da quel giaciglio improvvisato
un corpo anemico
viso angelico
riso venereo.