Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Destino

Eros e Thanatos

Ho sognato i tuoi orizzonti violacei
senza carpirne la vera assenza,
mi sono abbandonato
alle schiere d’uomini
che si piegavano avanti a me,
senza conceder loro la grazia.
Ed ora me ne vanto
appostato,
delicatamente poggiato
sul mondo,
perpetuo flusso che mi ferisce.

Mortificandomi
glorificherò le tue mani,
che violente cingevano il mio corpo
oscurandomi fragili polmoni.

All’improvviso frammenti,
sparsi in ogni dove.

Non so più ricomporre
il mio destino,
la mia meta è svanita
offuscata la strada che percorrevo.

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Eucarestia

Rotolante gomitolo
increspatura sulla sacra veste,
maglione sgualcito
color rosso carminio
riversa sulle tue membra
sole nascente,
nascituro dall’ombra scarna
saltella su un sol piede
tra i moti del suo animo
sull’onde del mar destino,
accondiscende sfrontato
allo scherno dei suoi simili.

Quaderni logori

Passeggiano due anime
in questa silenziosa notte,
non sanno della mia presenza
al dì sopra delle loro teste
trattengo il respiro
sbuffando l’ennesimo
fumo di sigaretta.
Né a destra
come a sinistra
ora scorgo forme di vita,
solamente una luce
soffusa, tremante
marca questa atmosfera solitaria
rinvigorita a tratti
                 da un soave venticello
                 e da un grillo dispotico.
Se potessero
quelle nubi frastagliate
scendere vicino a me
porgendomi il loro saluto
sarei l’uomo più felice
                 di un mondo fatto di finestre
                 illuminate a giorno.
Ma nulla risulta più fallace
che la vana attesa
di una manifestazione
artificiosa o umana,
e nel crogiolarsi
infinitamente a questa speranza
una dolce malinconia
che da tempo non percepivo
punzecchia la mia carne
risvegliando dal baratro
una condizione mentale
a cui molto devo
e son grato
da tempo immemore.

Un soffio di vita,
tutto trascende
al riparo dalla cenere
e dai languori notturni
che vegliano
sulla mia figura
dal primo pianto.

Partenza imminente

Assorbirai i miei languori
programmatica partenza,
concluderò la mia vita
ciclico avvenire monotono,
è quasi giunto il momento
all’alba morirò
rinascerò lontano
conservando l’aspettativa.
Gioire forse
disperarsi,
ancor non conosco il mio destino
seppur imminente.
Pare così monotono
il mio essere deambulante,
ciò che sono
rimane custodito
dicono intorpidito,
crederò al nuovo cielo
che a breve mi ospiterà.
Letto di morte
o risveglio eterno?

Il lume

Prendimi la mano
e trascinami con te,
saprò ascoltare il tuo incessante vociare
seppur estenuante,
t’illuderò conoscendo la fine
il destino di noi uomini
marchiati…
macchiati dalla nascita.
Soffocherò i miei istinti
stando accanto a te
cosicché tu possa denudarti
e ballare al mio stesso ritmo.
Piccolo passi
sopra il sofà,
giravolte sotto il lume acceso
conducendo le danze
come un vero uomo sa fare.
Saprò ascoltarti
nuovamente seppur estenuante,
incessante il tuo vociare
così mistificato.