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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Fuga

Storia del paese

La breve visita,
cinquanta sfuggevoli giorni
profumano di lavanda
e appaiono sublimi alla vista.
Non scorderò
ciò che ho veduto,
in cuor mio trattengo
quell’emozione segreta
ogni istante coltivata,
maturata e colta.
Intersecandosi al mio animo
queste dolci brezze
si fan conoscere,
tremano nel presentarsi
arrossiscono
o forse impallidiscono,
dalle lievi sfumature
traspare l’intima confidenza
e la loro necessità
di comunicar con me.
Tornerò in sogno
a recar piacere,
colloquiando amabilmente,
seppur ancor
non conosca la vostra lingua.

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Risale quel sentimento

Son ancora tormentato
da quei fantasmi
che ritornan vividi,
la malinconia m’ha seguito
colto come un fiore
appena sbocciato
alle luci di un nuovo giorno.
Ho creato un mostro
che è un sentimento d’amore,
ti ho rinchiuso
e non so darmi pace,
tu vuoi fuggire
fuggire lontano
ma nuovamente ti possiedo,
nella costrizione assoluta
invado le tue aspirazioni,
ho dettato a te
il mio infame testamento
come unica legge
che tu sola devi seguire.
E in cuor mio
già so
che in un batter d’ali
m’abbandonerai
risvegliandoti dal mostro Amore.

Discendere

L’essere opprime
non sa fuggire,
le conseguenze anonime
piegano le virtù
ossa detriti,
costruendo sogni
demolendo fisicità
tutto appare nullo
equazioni irrazionali
sullo sfondo interiora deteriorate,
era un dolce pensiero
sperar lieto
così rapidamente mutò
tutto cambiò
alla mercé del fato.

Nel paese

La perenne fuga si staglia,
nel limpido orizzonte
appare una figura
priva di contorni,
ove lo spazio non coesiste
ed il tempo scorre a rilento
si odono preghiere
dolorosi lamenti bagnati,
nessuna pena o rimorso
volgendo lo sguardo
i campi privi di coltivazioni
le vie del paese inanimate
mentre pensieri volano,
sogni si fan lontani
tramutano in gesti
al di là del corpo
dell’umano pensiero
rimangono travolti animali,
edifici e corsi d’acqua.

Ipocrisia

Minacciosi ideali
proteste silenziose
occupazioni sensoriali,
al rogo la cultura
disordini tra la folla
crollano le istituzioni
impazzano gli uomini
ardono le menti sopraffine
fuggono i corvi,
sollievo nel caos.