Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Futuro

Ordinati

All’appello temevo
d’essere scoperto,
meditavo sul futuro
e sui moti dell’animo,
appuntavo i miei desideri
calligrammi sfusi
stilizzati disegni
nella speranza d’esser notato.
Una voce squillante
l’inganno scoperto
una corsa frenetica
l’oasi più vicina
ed era subito rifugio.
Ai posteri
inconsciamente
poesie dedicai.
Ora vi libero
scheletri nell’armadio
di questo pesante fardello.

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Lettera ai figli

Dondola il vostro corpo
senza freno alcuno
tra le aule universitarie,
l’occupazione
simbolicamente disoccupata
a carico del potere dominante,
è pura farsa ideologica
feconda nei vostri crani,
inestimabilmente spaziosi.
Svanirà
l’irretita ipocrisia
protratta nelle manifestazioni,
il Modello
dai perturbanti lineamenti
abdicherà nei vostri ripensamenti.
Catastrofico,
a rosse macchie
dai contorni neri,
si prospetta il futuro
di vite sradicate
ed innestate nel tessuto urbano.
I vostri Padri
dal proficuo ingegno,
accasciati lungo i viali deserti
invocano degna sepoltura,
mentre voi
Sterili Figli dal capo rasato,
sconfessate ogni appartenenza
rivendicando il predominio
della lotta ai valori.

Inferiore

Sembra ieri
quando domani
già vivrò
sotto nuova luce

Centellinato

Scorre il tempo
che fino a ieri pareva eterno
nulla attende,
scorgo già lontano
la grigia patria
surrogato dell’esistenza.

Primogenito

Interiore appallottolamento
frusciare di pensieri
futuro deviato
di cui ho timore,
seppur a stomaco pieno
carne olio e ortaggi vari,
il mio volto
causa scompiglio.

Connotazione spirituale

Odori di ricordi
risveglian il pensiero,
quante ossessioni
incatenano il corpo
fanno schiavo
il futuro presente
ma son futili bachi
e la seta
ancor pregiata non è.

Ematidrosi

Temo
futuro prossimo
coniugato erroneamente
messaggero porto pergamene
vittime del tempo
sbiadite vette
svettano lacune,
tra le dune
vento scultore
modella sembianze
oasi pragmatiche
rifugio catatonico.

Forma ideale

Covavamo segreti
inconfessabili in questo presente,
indefiniti progetti mai enunciati
futuri eccessi e liberazioni,
spersi tra sorrisi
e sguardi furtivi
fugacemente sedotti
da un ideale comune.
Fuggiremo forse
mano nella mano
in un pomeriggio afoso,
tra verdi orizzonti
o candide lenzuola,
esterneremo i nostri desideri
piaceri più nascosti,
confessando la nostra intimità
reale identità celata nei giorni.

Cara madre

Madre,
non aver timore per il mio futuro
allieta i tuoi languori
cura la vecchiaia,
sopravviverò
nuovamente gioisco
stretto al tuo grembo,
nutri il mio essere
liquido amaro
pervadi il mio intelletto,
non morirò
perseguendo la mia causa,
cura la tua vecchiaia
cara madre.

Staticità

Fuoco
tra le acque vergini
nude e chine
allucinazioni materiali
corpi nuotano
danzano
amanti vendicativi
randagi selvaggi
soccorrono anime
scuotono la terra
se il cielo riposa
e rimane statico.
Presa di posizione
appresa in tempo di guerra,
nascondigli svelati
furtivi guizzano dai letti
e le urla lontane
latrati assordanti,
al macello appesi
distribuiti casualmente
celati nelle viscere
consultano il futuro
astronomi indifesi
di poco conto
sconsiderati mendicanti
di altri mondi
paralisi sintomatica
di arti
cuore e risvegli.

Tempo, fioritura, essiccazione

Arrogante messaggero al chiaror lunare
ora tu solo ascolti il mio silenzioso canto
serra le labbra in futuro
non rivelare le mie confessioni,
son dettate dall’odio
fossero solo astrazioni narrerei tutto ciò
forse come favole o novelle
ma pura realtà si staglia
torce i capelli
inonda di pensieri l’oscurità,
credi al mio incessante vociare
scaturito sopraggiunto
tramortisce l’essere
qual consolazione la solitudine
l’oltre vita dormiente assuefatta.