Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Gemiti

Dimensioni egoistiche

Gemiti notturni
attraversano l’aere
che pare satura
di nuove emozioni.
Tutto ciò m’attraversa
senza prender parte al gioco,
spoglio il mio corpo
a nuova purificazione si presta,
oramai debole e stanco
chino su libri,
null’altro brama
se non sonno eterno
tra queste pallide membra,
mura nauseabonde.

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Pungente simil seta

Vorrei agonizzare tra le tue labbra
a gambe divaricate
gemiti pervadono la stanza,
il tuo corpo nudo
oasi perversa del mio animo,
desidero un amplesso
eiaculazione sul tuo volto teso
schiaffoni mozziconi di sigaretta
un erezione visibile
scompare nella tua bocca
e muoio
vengo
dolce sostanza calda
assapora il destino umano
succhia la poesia
mordi la mia lingua,
ho voglia del tuo inanimato cuore
mentre profano le tue membra.

Insostenibile realtà

Nella notte variopinta
deboli sussurri
inducono alla tentazione
carnale, emotiva
eterea pragmatica,
metafisica.
Volto nitido
astrazione sensoriale,
nudi corpi danzano
odor di pelle
ambra tra le labbra,
fruga la lingua
frenetica sul corpo,
in estasi
vorace
divora gli spazi.
Inni alla passione
tradotti in gemiti,
abbiam forse timore
esposizione emozionale,
fuggiamo al nostro giaciglio.

Voluttà

Amplesso attendi!
Questa notte sfociano tenerezze
impavide fuoriescono ataviche,
da tempo relegate in gran segreto,
son così irruente
cruente che ne son sopraffatto
e forse pure tu
non sai che sta accadendo
ai nostri corpi,
alle lingue che danzano
labbra che baciano lividi.
Amplesso attendi!
Solo ora ritrovo l’amore carnale
travolgente, bruciante
l’eccitazione da esso prodotta,
ballerini ci riscopriamo
tenendo a bada i nostri impulsi
urlando sussulti.
Amplesso attendi!
Scorri lento, adagio
insinuati delicatamente
e falcia i nostri corpi.

Immanenza

Splendeva il tuo corpo
tra quelli oceani primordiali
privi di forma e metrica,
risuonava lontano l’eco del piacere
magistralmente suonato dagli organi
ad un invisibile platea muta
immobile nel silenzio.
Elevata all’ultimo stadio del tuo essere
dimenavi braccia gambe e cuore
pizzicata nell’intimo sospiravi
gemevi ad ogni contatto,
così i tuoi sussulti trascritti
in un pentagramma astratto,
trascendeva da quel giaciglio improvvisato
un corpo anemico
viso angelico
riso venereo.