Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Germania

Also sprach

Bianco e nero fotografico
a testimoniar la tua malattia,
prosciugato nella carne
instancabili sinapsi componevano
nell’ombra eterna
su te riversata ingiustamente.
Le tragedie,
di una fallace parentela
percorrevano i tuoi scritti
quando le visite
                illustrissime
calpestavano le tue stanze
cullato dalla morte
ove la tua vita fiorì.

Nell’anno trentesimo della mia età

Addormento la ragione
lasciandomi scivolare
nella putrida sostanza
con cui sono stato creato.
Sveglierò Nerone
nella sua notte di fuoco
alimentandone la loquacità
gettando alla fiamme
il suo testamento
forgiato da vene recise.

Infuso per due

Prendo il posto di Giulietta
al balcone ti attendo
secondi mesi lustri,
frenetico osservo
lungo la via deserta.
Vorrebbero rotolare
i miei bulbi oculari,
venirti incontro segretamente
spiando i tuoi movimenti
il passo tranquillo
le smorfie sul tuo volto di donna.
Imperturbabile lancetta
di un inesistente orologio
ruota mediante inerzia,
circonferenza
percorsa allo stremo,
corri corri corri
va pensiero
su note che già conosci
incrocia lo sfaticato
il gatto
e il natural fato.
La tua venuta
glorificherò
ed ora ti scorgo,
anticipato ritardo
il tè è pronto
fuma assieme a me,
mi ritiro
abdico dal personaggio
trasfigurandomi Romeo.

Il classico aneddoto

Di fanciulli non v’è traccia alcuna
ma bizzarre figure attempate
impreziosiscono ciò che non possiedono.

Spillo

Sospingeva i ricordi
come fossero foglie
sgretolandone le forme
falsificandone la sostanza.
Colto all’improvviso
ora carezza le mie spalle,
volgendo lo sguardo
scorgo le sue lacrime
e l’atmosfera si fa greve
assumendo palliativi
dedicandosi alla propria tumulazione.

Critica urbana

Fumosi pomeriggi umidi
la cornice oro
dell’albero invadente.
Le quattro.
Come solo la pioggia sa fare
detergere liquido seminale
dalle imposte,
cumuli di geometriche figure
attestano logoramento,
spruzzi nero sfumato
conferiscono al critico
impressionismo urbano degradato.
Solo lui,
sa dare visione
agli arcani
interposti
tra un lampione
ed un muro di cinta.

Al destinatario

La notte e il giorno
passaggi intermedi
contenuti in un ampolla

               Promemoria:
               al mattino svuotala

Stillicidio protratto nelle ore,
sincronia di particelle
s’ode oltre le stanze
transitorio liquido
capace di sconvolgerci
gentilmente ti racchiudo,
sopporta l’odore stantio
e il sincero vociare
null’altro puoi fare
ambire, scoprire
scivolando nelle remoti valli
Sii messaggero.

Rosso scarlatto

Al mio ritorno
hai posseduto le mie carni,
rosse labbra
in abiti succinti.
Desideravo l’amplesso
rimanere steso vicino a te,
due corpi
che son rubini.
E tu avevi gli occhi spenti
dalla stanchezza del giorno
ma volevi amarmi,
cibarmi della tua essenza.
Ci siam amati,
in un frenetico vortice
spasmodico come il tuo respiro.

Atto di carità

Musicanti improvvisati
alleggeriscono l’aere,
soavi composizioni sperimentali
riecheggiano nella storia.
Un nuovo sapore
acquista vita
donandole speranza,
senza remore
tornerei sui miei passi
compiendo nuovamente quel gesto.

Weimar

Sulle tracce
sopra le loro orme
rivedo in me
lontane visioni
e scritti postumi.

Attraversamento

Apparizioni, sparizioni
attendendo la continuità,
un luogo abbandonato
in cui le persone
rimangono dissociate,
un nome campeggia in alto
svetta sull’indifferenza
                LEHNDORF
sopravvive a lettere cubitali
su sfondo giallo,
transizione necessaria
in simbiosi
con questa terra.

Vita pubblica

Saggio uomo
filantropo eremita,
un volto sedimentato
sconvolge il passante
nella tua strada catapultato,
infondi al suo essere
la necessaria saggezza
cruccio dell’intera umanità.

Ora del decesso incerta

Nella buia notte dormiente
la melodia appariva come:
              “Pericolo imminente
              donne e bambini nei
              sottoscala, uomini
              armati di fucile
              pronti a combattere”
Ansia premeva
a quel suono
che lacerava le tenebre,
rievocazione del passato
delirium tremens
madido di sudore
confessavo le mie colpe
              due corpi
                    assoluti
                    e protetti.

Risale quel sentimento

Son ancora tormentato
da quei fantasmi
che ritornan vividi,
la malinconia m’ha seguito
colto come un fiore
appena sbocciato
alle luci di un nuovo giorno.
Ho creato un mostro
che è un sentimento d’amore,
ti ho rinchiuso
e non so darmi pace,
tu vuoi fuggire
fuggire lontano
ma nuovamente ti possiedo,
nella costrizione assoluta
invado le tue aspirazioni,
ho dettato a te
il mio infame testamento
come unica legge
che tu sola devi seguire.
E in cuor mio
già so
che in un batter d’ali
m’abbandonerai
risvegliandoti dal mostro Amore.

Colto l’inesperto

Tra ceneri e batteri
sopravvive l’aurea mistica
d’un traduttore ruffiano
incapace d’esprimersi
delega l’incauta creazione
ad una densa nube
conglomerato di ricordi
baratri, lapidi
cene solitarie.

Intestino

Caricatura del male
intrecciandosi al bene
smuove la sensibilità,
facile da cogliere
stando distesi
ostruendo ogni via d’accesso.

Sulla testa una cavalletta

Qual tripudio imperversa
sbattono le finestre
fugge fugge fugge
              l’emisfero umano
ed è una torcia
segnali di fumo,
trema vibra il mio tavolo
              torna presto
              fai attenzione
              ti posson risucchiare
              i vortici
Le ore sono erose
da una pioggia pianto incessante
              non confonderti
              seppure breve
              la strada t’inganna
Zampilla un tuono!

Colonne vitree

Eretti ove il fato li ha posati
figure cilindriche
emanano odore stantio,
corrosi dalla frenesia.
Guardiano appostato
le contempla, assorto
ricavandone abitudini illustrate.
La cenere, onnipresente
adagiata simil velluto
pare un giaciglio al tatto
dalle variegate sfumature,
creazione e distruzione
sbuffando si forman
nuovi contrasti
variopinte astrazioni cineree.

Pane e burro

Dispettosi come i bambini
dalle vesti macchiate,
a colazione
confiture sui pantaloni.
Disastrose figure,
appiccicose
richiaman la pioggia
a intervalli statici
ritiro nelle abitazioni.

Risvolti cromatici

Ho imparato
a tacere
         risparmiando lacrime
trattenere le grida
         soffocando la rabbia
esprime indignazione
         tra i lineamenti
sussurrare pensieri
         egoisticamente intesi
riorganizzare il tempo
         frantumando gli orologi

Disimparando
nell’illusione costante,
arde il mio desiderio
dissociato dal mio corpo
attendo sveglio
il suo ritorno
in una notte
dalla parvenza monotona.

Minuscolo uomo

La variopinta seta
svolazza convulsamente,
una mano cerca di trattenerla
(invano)
scivola via inesorabile
su ali d’oro
fiumi in piena
che scorrono
tra le linee di un volto
privo di vita
risucchiata alle radici,
albori di un mondo
destabilizzato in fasce,
urlante neonato
succhia mammella lattea
morde dolcemente
virile minuscolo uomo.

Banco di pegno

Affranti da questi versi
lische di pesce,
accozzaglia maleodorante
esposta alle intemperie.

Porto stellato

Tensione
vene pulsanti
             tramonto
             discesa oscura

braccia tese
rami scossi

Piove
ritorno al passato
a breve
pasto regolare
             preparativi
inni alla gioia
est ed ovest
Battaglia
tra la cruna di un ago
raso al suolo
centro culturale
             Rathaus

sbarbato deambulante
una moneta
fuggi
             ritorna allo spiazzo
plasticità
pecunia
vergogna

Vista udito olfatto

Sobbalza
umido marchio
a fuoco
cicatrice dipinta.

Marcia sul tempo

Labbra si posano
ore otto
contorni vividi
luce accecante
Parti
e non torni
prima che il lampione
avanti a me
s’accenda
Permane il pensiero
marcia sulle ore
ore otto
riscuoto il bottino.