Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Grembo

Dall’alto dei nostri luoghi

Cara Parigi,
le tue ferite
son le mie ferite;
Consanguinei nella morte,
mentre lacrime scendono a valle
o dalle più alte torri,
accoglile in grembo tuo
femminea Senna.

Codesto solo oggi possiamo dirti:

L’intera razza umana,
dal mondo dovrebbe scomparir
per non arrecar più danni
alla madre Terra.

Cara Parigi
non aver timore.

Annunci

Esule

Sgocciola immoto tempo
su tavoli rosso porpora
e tra le arterie corrose,
scorre al di là delle apparenze
dell’affitto economico
versato inizio mese
per l’inabitabile scricchiolante dimora,
cosparso di macchie temporali
quel tracciato appena percorso,
sembran ricordi
o templi dai mistici poteri
ove si rispecchian
confusi avvenimenti
su una linea temporale che pare statica.
Un’arpa suona
o forse scandisce
immoto tempo,
i suoi rami s’aggrappano
a lascive speranze
fluttuanti senza meta
cavalcando l’eterno vento
che non indugia,
scrutatore dell’altrui vita
ed entra
privo d’invito
in ogni orifizio,
possa esser umano
o architettonico
differenza non vi è
alla sua enorme curiosità.
Sbocciano ad ogni colpo d’aria
suoni, suonatori ed attori
commedianti sottopagati
interpretano urbani movimenti
che son ornamenti
protratti fino al decesso,
instancabilmente si scorgono
ripercorrere mentalmente
minuziose gesta
atomi d’improvvisazione
scossi dall’avvenire.
E questi mozziconi
esposti bruciacchianti
non son altro
che prova dell’umana presenza,
irriconoscibili tra la cenere
vittime del tempo,
sussurrano parole mancate
slanci nell’insondabile mare
ove annegano incompiuti
o son graziati da un’ispirazione,
epifania di tutti i sensi
sulle tracce dello scrittore
al cui genetliaco combacia,
senza vanto
o immodestia
il fato intesse filamenti
imbevuti di rugiada,
bianco ed azzurro irradiano
al solo occhio
destro o sinistro che sia
portando in grembo le ceneri
dell’uomo privo di gusto
dal solo genio.

Cara madre

Madre,
non aver timore per il mio futuro
allieta i tuoi languori
cura la vecchiaia,
sopravviverò
nuovamente gioisco
stretto al tuo grembo,
nutri il mio essere
liquido amaro
pervadi il mio intelletto,
non morirò
perseguendo la mia causa,
cura la tua vecchiaia
cara madre.