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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Lieto

Frenesia floreale

dove scendi
fiore innaturale
non calpestar quelle vicinanze,
svolazza lieto
ovunque ti pare
trascinami con te,
senza pianti
ne canti
bramo il tuo vociare
frenetico e disteso
tra le verdi radure
cosparse d’incenso,
ove sepolcro
il nostro luogo ameno
coltiverà i nostri,
finali giorni
nell’eterna speranza
che a noi
poveri uomini mortali
sia concessa
grazia
o pena,
sacrificio o eternità,
gioia più grande
mai ci sarebbe data
in un futuro deviante
ma ora solo tu
ora solo tu carpisci
i nostri animi fuggiaschi
tra le onde
tra la spuma,
oracolo
portare immoto del nulla
conducici,
guidaci verso il tuo regno,
non celar tali grazie a noi
mortali
ordinari e comuni,
rivelaci gli antichi desideri,
segreti inconfessabili
tra i tuoi regni orgiastici.
Non trattener quei corpi
esponili,
cara pagherei
quell’opera d’arte
movente
e senza rimorso alcuno
m’impossesserei dei suoi arti
estorcendone il frutto
delicato
prezioso
che si cela dentro esse.
Ma non arrecar danno
Fiore
ora scendi
scendi assieme a me
Dio ci concede
noi concediamo a lui
l’amor eterno
l’amplesso sepolcrale
il nulla
che contro l’infinito si staglia,
coglici ora
Fiore,
non scendere
rimani statico
e la brezza mai
potrà disturbar
la tua innaturale vita,
scomponiti
scomponici
stretti moriremo
dormiremo

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Incomunicabilità sui davanzali

Ed era lieto,
verso del nero gatto
appostato sul davanzale
dell’insolito vicino.
Voleva tuffarsi,
inesperto essere vivente
fuggire chissà dove
lui che come me
questa lingua non conosce.