Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Mattino

Carceriere

Lo sguardo severo
ed il fanciullesco volto
creano scompiglio
al distratto osservatore,
i lineamenti
ricondotti all’essenza
rivelano alternativi mondi
impenetrabili,
inaccessibili.
Il mio corpo
cedo
al tuo altare,
sacrifica le mie passioni
e le mie membra,
sii padrona
della consunta carcassa
che or ora ti viene concessa,
custodiscila
e carezza le estremità;
Un abbozzo di sorriso
tra i tuoi capelli
scorgo al mattino.

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Al destinatario

La notte e il giorno
passaggi intermedi
contenuti in un ampolla

               Promemoria:
               al mattino svuotala

Stillicidio protratto nelle ore,
sincronia di particelle
s’ode oltre le stanze
transitorio liquido
capace di sconvolgerci
gentilmente ti racchiudo,
sopporta l’odore stantio
e il sincero vociare
null’altro puoi fare
ambire, scoprire
scivolando nelle remoti valli
Sii messaggero.

Riflessi

Quando il lume si spegne
tornano a vagar i pensieri
s’infrangono, scuotono la mente
e il dolce riposar si tramuta
in funesto travagliare.
La creazione spontanea
coinvolge tutti i sensi
in una voluttuosa apoteosi,
ove vana è la logica
e libera l’espressione inconsueta.
Potessimo cogliere
o almeno assaporare codesti frutti
di profonde notti di veglia,
forse il mattino dolce apparirebbe
seppur aspro e deserto.

Intimità

Punteggiatura errata
è questo il verso mancante
nella breve vita del poeta,
improvvisato tale da carta e penna
celato ad amici e parenti
nella sua stanza si diletta
e seppur vano,
almeno questo il suo pensiero,
del suo scrivere si fa vanto
quando giunge il canto
del mattino primaverile
e il sole acceca la sua vista.
È questo il verso mancante
tra la punteggiatura errata
custode di versi sconosciuti,
innominabili tra le genti.

L’orgasmo si protrae

L’odore stantio del mattino
avviluppava l’interesse comune
pungendo le narici inesperte
ed erano sogni ad occhi aperti
come fossero alba e tramonto
madre e padre di questo figlio.
Soprannaturali visioni
alla rinfusa interpretate
fraintendevano le alte cariche
estorcevano il potere assoluto
formando cumuli di vestiti,
sgualciti infuocati ai lati delle strade
tanti saluti da vostro figlio
cara madre defunta,
niente più pianti e isterismi
le lacrime al mio cuscino si fermeranno
come sempre ho fatto
remore dei temporali estivi
e delle punizioni corporali.
Mitologiche confessioni abbozzate
nulla di più veritiero
se non la scienza che voialtri studiate,
nulla di più spontaneo
tra suoni e ritmi
ba la bu ba fa sa ta re
spartiti musicali al vento
al fuoco
il direttore d’orchestra muore
sviene la giovane ragazza
e l’orgasmo si protrae.

Alle suole delle scarpe

Logori vestiti indossi
inespressivi occhi scrutano la tua immagine
così trascurata senza fine
oramai non ti rendi più appetibile.
Era solo uno slancio fulmineo
che percorse i nostri midolli
fratturando le vertebre
costringendoci a periodi di riabilitazione.
Ebbri di liquori
a loro volta vomitati,
ardentemente desideravi il mio corpo
come rifugio
estemporaneo e sconfinato
egoista dall’adolescenza prosciugasti le riserve
come sempre hai fatto negli anni
ritornando da me al mattino
dopo notti anonime
ove il tuo corpo era posseduto
Da chi?
Quanti uomini nelle tue iridi
segni tangibili sul tuol seno
odori e tremori tra i tuoi genitali
prosciugata sui letti
sopra i tetti
e te ne ritornavi a casa serena,
ti aspettavo da povero idiota.