Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Me stesso

Nei pressi della divinità

Adagiata sul precario giaciglio
tra le tenebre
e le luci cittadine,
percepisco dal tuo respirar
che il sonno t’ha rapito
e placidamente sogni
ignara della mia presenza.
In disparte
appollaiato su di una sedia,
fumo e t’osservo;
Oramai gli occhi
all’oscurità si son abituati
e posso distinguere
facilmente i tuoi lineamenti,
le forme del tuo corpo,
i tuoi capelli
sparsi sul cuscino
-fili di gomitoli cerebrali-
ed una tua gamba
evade dal caldo mantello notturno
ed assume una strana posizione
sospesa,
ciondolante
in attesa di essere ritratta.

Vorrei
ma desisto
nel baciarti

Rimango sospeso,
ascoltando i tuoi silenziosi salmi
osservo ogni parte scoperta di te,
sorrido alle tue smorfie inconsce
invidio le tue dita
che sfiorano le calde labbra.

Desisto
nuovamente.
Vorrei sfiorarti
ma già lo so
Morfeo mi punirebbe.

Conduco me stesso
nelle vicinanze
del reliquiario dormiente
e m’accascio
attento a non far rumore,
in modo che le nostre carni
in questa notte
possano danzare
comunicando indisturbate.

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Cornucopia

Dormire finalmente !
All’ombra di passati ricordi
del salice piangente della vita,
in posizione fetale
un accumulo di fantasie
spalmabili su di un taccuino.
Vivere finalmente !
All’interno della caverna
ove le ombre proiettate
paiono lontani malefici,
consolarsi del distacco salvifico
d’oscura luce irradiarsi.
Sulle pendici d’Elicona or mi ritrovo,
qual gaudio !
e delle Muse, la compagnia
non disdegno affatto,
concedendomi a loro ebbro d’ispirazione.
La scienza fugge tra gli arbusti,
tutto pare così vivido
nell’apparenza del comporre,
amalgamato, disconosco me stesso.

Esso

Il mio corpo piange
nella notte vana,
sento pugnali
trafiggermi
l’impossibilità di vivere
esistere fuori di me,
esterno dolore
internamente covato,
quante lacrime
che son amare
come sangue
fuoriesce dalle membra
e il salvatore
me stesso
deprime ciò che sono
non sono,
privo di forma
rinuncio all’esistenza
bramando oblio
oscurità dei sensi,
solitudine
abbandono,
caldo mortifero.