Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Melodia

Frammenti isolati

Sotto la nebbia
morti senza volto agiscono,
trascinano la propria anima
alle caviglie incatenata
e cantando a voce alta
buffamente compongono
la loro funebre marcia.

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Esule

Sgocciola immoto tempo
su tavoli rosso porpora
e tra le arterie corrose,
scorre al di là delle apparenze
dell’affitto economico
versato inizio mese
per l’inabitabile scricchiolante dimora,
cosparso di macchie temporali
quel tracciato appena percorso,
sembran ricordi
o templi dai mistici poteri
ove si rispecchian
confusi avvenimenti
su una linea temporale che pare statica.
Un’arpa suona
o forse scandisce
immoto tempo,
i suoi rami s’aggrappano
a lascive speranze
fluttuanti senza meta
cavalcando l’eterno vento
che non indugia,
scrutatore dell’altrui vita
ed entra
privo d’invito
in ogni orifizio,
possa esser umano
o architettonico
differenza non vi è
alla sua enorme curiosità.
Sbocciano ad ogni colpo d’aria
suoni, suonatori ed attori
commedianti sottopagati
interpretano urbani movimenti
che son ornamenti
protratti fino al decesso,
instancabilmente si scorgono
ripercorrere mentalmente
minuziose gesta
atomi d’improvvisazione
scossi dall’avvenire.
E questi mozziconi
esposti bruciacchianti
non son altro
che prova dell’umana presenza,
irriconoscibili tra la cenere
vittime del tempo,
sussurrano parole mancate
slanci nell’insondabile mare
ove annegano incompiuti
o son graziati da un’ispirazione,
epifania di tutti i sensi
sulle tracce dello scrittore
al cui genetliaco combacia,
senza vanto
o immodestia
il fato intesse filamenti
imbevuti di rugiada,
bianco ed azzurro irradiano
al solo occhio
destro o sinistro che sia
portando in grembo le ceneri
dell’uomo privo di gusto
dal solo genio.

Infuso per due

Prendo il posto di Giulietta
al balcone ti attendo
secondi mesi lustri,
frenetico osservo
lungo la via deserta.
Vorrebbero rotolare
i miei bulbi oculari,
venirti incontro segretamente
spiando i tuoi movimenti
il passo tranquillo
le smorfie sul tuo volto di donna.
Imperturbabile lancetta
di un inesistente orologio
ruota mediante inerzia,
circonferenza
percorsa allo stremo,
corri corri corri
va pensiero
su note che già conosci
incrocia lo sfaticato
il gatto
e il natural fato.
La tua venuta
glorificherò
ed ora ti scorgo,
anticipato ritardo
il tè è pronto
fuma assieme a me,
mi ritiro
abdico dal personaggio
trasfigurandomi Romeo.

Ora del decesso incerta

Nella buia notte dormiente
la melodia appariva come:
              “Pericolo imminente
              donne e bambini nei
              sottoscala, uomini
              armati di fucile
              pronti a combattere”
Ansia premeva
a quel suono
che lacerava le tenebre,
rievocazione del passato
delirium tremens
madido di sudore
confessavo le mie colpe
              due corpi
                    assoluti
                    e protetti.

Aritmie

Notte dolce note
melodiche liberazioni eterogenee
son sbuffi
orchestra
fiati e percussioni.
Visionari del nostro intimo
voraci dell’anima altrui,
cullati in un sonno protratto
siam al varco,
attendiamo!

Interrogativi

Virtuosismi melodici
intercalare peccaminoso
vizi carnali
oscurano il giorno.
Platonica visione
bramando la notte.

Intimità

Punteggiatura errata
è questo il verso mancante
nella breve vita del poeta,
improvvisato tale da carta e penna
celato ad amici e parenti
nella sua stanza si diletta
e seppur vano,
almeno questo il suo pensiero,
del suo scrivere si fa vanto
quando giunge il canto
del mattino primaverile
e il sole acceca la sua vista.
È questo il verso mancante
tra la punteggiatura errata
custode di versi sconosciuti,
innominabili tra le genti.