Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Morte

Variazioni sul tema

Nuvole di pensieri
ed occhiaie profonde
scorgo sul tuo volto,
contrastanti perversioni
delicati piaceri
nell’aere diffondi.
Conserverò la tua essenza
nello scrigno della mia mente,
cogliendone i frutti
serbandone il segreto
finché morte non ci colga
deturpando questi stanchi
e consunti corpi.

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Dall’alto dei nostri luoghi

Cara Parigi,
le tue ferite
son le mie ferite;
Consanguinei nella morte,
mentre lacrime scendono a valle
o dalle più alte torri,
accoglile in grembo tuo
femminea Senna.

Codesto solo oggi possiamo dirti:

L’intera razza umana,
dal mondo dovrebbe scomparir
per non arrecar più danni
alla madre Terra.

Cara Parigi
non aver timore.

Eros e Thanatos

Ho sognato i tuoi orizzonti violacei
senza carpirne la vera assenza,
mi sono abbandonato
alle schiere d’uomini
che si piegavano avanti a me,
senza conceder loro la grazia.
Ed ora me ne vanto
appostato,
delicatamente poggiato
sul mondo,
perpetuo flusso che mi ferisce.

Mortificandomi
glorificherò le tue mani,
che violente cingevano il mio corpo
oscurandomi fragili polmoni.

All’improvviso frammenti,
sparsi in ogni dove.

Non so più ricomporre
il mio destino,
la mia meta è svanita
offuscata la strada che percorrevo.

Dormivamo, ma tu mi proteggevi

Non possiedo parole
che possan colmare
paesaggi infantili
mano nella mano.

(Mi perdonerai
ne sono certo)

Lo stesso fiume
borbotta
entro me,
nulla è mutato,
ma apatico ora permane il paesaggio.

I tuoi passi
non risuonano
Il tuo corpo
ora
divorato
è sacro custode
dell’unico
amore terrestre.

Il tuo ricordo
sovrasta quei floreali omaggi.

(A quale futile convenzione
siam costretti,
intrinsecamente portati a ciò
da tempo immemore.)

Ho colmato quei vasi
d’inutili pianti,
mentre la tua mano
tende all’infanzia
protratta
nei ricordi d’Aprile

Morte di un Poeta

E’ morto un poeta
logorato dal suo mondo,
rimarrà tra noi
il debole ricordo
che i suoi scritti
ora trasudano.
E’ morto un poeta
e la sua poesia
ora vive,
in pace con il mondo.

Trascrizione

Non più amore
ma affilati sentimenti
che il mio cuore lacerano,
non più vita
ma inesorabili baratri
scorgo avanti a me.
Ho ascoltato le tue pene,
trascrivendole per non dimenticarle
e ora affogano
assieme al tuo corpo,
pesantemente trascinato a fondo
dalle tue ansie
che son blocchi di pietra
alle tue caviglie.
Non più amore,
non più vita
ma destini interrotti.

A pettine

Caos
antropologico

questa notte
moriremo

E’ il Caos
antropologicamente deviato

all’alba
rivivremo

Frammenti isolati

Sotto la nebbia
morti senza volto agiscono,
trascinano la propria anima
alle caviglie incatenata
e cantando a voce alta
buffamente compongono
la loro funebre marcia.

Agorafobia

Trattieni sospiri

ascolta
l’eterno finire

Sequenziale

Ridestarsi
al termine della vita
ora
urlando a squarcia gola
ossimori

Attraverso

Luce
nuova forma vivente
disoccupata
scomponici

a Vittoria

Piangerò il tuo nome
vivido impresso luminescente
mentre ancor odo il vociare,
frenetico e convulso
tra quelle labbra rosee.
La tua essenza
permane tra la pioggia,
l’eco del tuo essere
sorriderà a noi comuni mortali
così avvinghiati alla materialità,
mentre tu ora puoi
sostare sopra noi
burlandoti dei nostri stanchi volti
nell’estenuante ricerca di un fine
che mai apparirà
se non vano e illusorio.
Non rider troppo
o verremo a solleticare le tue membra
candide, pure visioni.

Esule

Sgocciola immoto tempo
su tavoli rosso porpora
e tra le arterie corrose,
scorre al di là delle apparenze
dell’affitto economico
versato inizio mese
per l’inabitabile scricchiolante dimora,
cosparso di macchie temporali
quel tracciato appena percorso,
sembran ricordi
o templi dai mistici poteri
ove si rispecchian
confusi avvenimenti
su una linea temporale che pare statica.
Un’arpa suona
o forse scandisce
immoto tempo,
i suoi rami s’aggrappano
a lascive speranze
fluttuanti senza meta
cavalcando l’eterno vento
che non indugia,
scrutatore dell’altrui vita
ed entra
privo d’invito
in ogni orifizio,
possa esser umano
o architettonico
differenza non vi è
alla sua enorme curiosità.
Sbocciano ad ogni colpo d’aria
suoni, suonatori ed attori
commedianti sottopagati
interpretano urbani movimenti
che son ornamenti
protratti fino al decesso,
instancabilmente si scorgono
ripercorrere mentalmente
minuziose gesta
atomi d’improvvisazione
scossi dall’avvenire.
E questi mozziconi
esposti bruciacchianti
non son altro
che prova dell’umana presenza,
irriconoscibili tra la cenere
vittime del tempo,
sussurrano parole mancate
slanci nell’insondabile mare
ove annegano incompiuti
o son graziati da un’ispirazione,
epifania di tutti i sensi
sulle tracce dello scrittore
al cui genetliaco combacia,
senza vanto
o immodestia
il fato intesse filamenti
imbevuti di rugiada,
bianco ed azzurro irradiano
al solo occhio
destro o sinistro che sia
portando in grembo le ceneri
dell’uomo privo di gusto
dal solo genio.

Conifere

Sii buono
rimani con me,
sfiora le mie mani
non temere,
ora tutto svanirà
il tuo cuore
mai più batterà
e i tuoi occhi vitrei
faranno da specchio
alla tua salma.
Tremi senza motivo
caro amico mio,
non t’aggrappare alla vita
scivola in basso
socchiudi le palpebre
arrenditi,
non esser recidivo.
Periremo all’unisono
stesi contro il cielo,
un solo pensiero
mai svelato
rallegra questi nostri
cadaverici volti.

Fine

Spasmodico vento
ebbro interlocutore
lettore futurista
cosparso di cenere
gloria santificata,
urlante betulla
trattiene angoscioso respiro.
Sublime verso
atomo indefinito
riverbero di campane
improvviso
sepolcrale
Tutto tace
stride
l’istrice dorme,
ho colmato lo spazio
cenere a basso prezzo
lacera polmoni,
morte necessaria
vita tra le dita
incandescenti
fine.

Partenza imminente

Assorbirai i miei languori
programmatica partenza,
concluderò la mia vita
ciclico avvenire monotono,
è quasi giunto il momento
all’alba morirò
rinascerò lontano
conservando l’aspettativa.
Gioire forse
disperarsi,
ancor non conosco il mio destino
seppur imminente.
Pare così monotono
il mio essere deambulante,
ciò che sono
rimane custodito
dicono intorpidito,
crederò al nuovo cielo
che a breve mi ospiterà.
Letto di morte
o risveglio eterno?

Acqua salmastra

Quando l’insonnia preme
tutto il mio essere geme
spine tra i fianchi
dolori lancinanti,
spasmodici lamenti
contorcono la mente
e la vista vien deformata
collassa, soccombe alle visioni.
Invoco l’oceano
ove possa affogar il pensiero
e cullar la mia salma,
esausto dormiente senza vita.

Aracnofobia

Agrafia momentanea
tutto si sfalda
cerca ragione
e il ragno morto,
implode il pensiero
tra mano e avambraccio.
Sovrumani distacchi
annichiliscono la meditazione
e il pensiero permane,
silenziosa veglia
a ritroso nella polvere
schianto al suolo
sordo, terrificante
rimane invariato
l’ambiente immutevole
spettatore di stragi.

Dialoghi tra defunti

A volte muoio
circoscritto nell’insonnia
sopravvivo tra le barricate oniriche,
Morfeo dialoga con Caronte
fitta nebbia che avvolge
lamenti e grida
condannati e ricoverati
in una vana attesa,
attesta speranze
l’umana inefficienza.
A volte dormo
dolce morte cerebrale,
magnetiche repulsioni
radioattive visioni,
encefalogramma piatto
vissuto trasudato
coricarsi morendo.

Imitatore

Cala la notte
e nudo ancor sono,
dolenti le membra
estrema unzione.

L’orgasmo si protrae

L’odore stantio del mattino
avviluppava l’interesse comune
pungendo le narici inesperte
ed erano sogni ad occhi aperti
come fossero alba e tramonto
madre e padre di questo figlio.
Soprannaturali visioni
alla rinfusa interpretate
fraintendevano le alte cariche
estorcevano il potere assoluto
formando cumuli di vestiti,
sgualciti infuocati ai lati delle strade
tanti saluti da vostro figlio
cara madre defunta,
niente più pianti e isterismi
le lacrime al mio cuscino si fermeranno
come sempre ho fatto
remore dei temporali estivi
e delle punizioni corporali.
Mitologiche confessioni abbozzate
nulla di più veritiero
se non la scienza che voialtri studiate,
nulla di più spontaneo
tra suoni e ritmi
ba la bu ba fa sa ta re
spartiti musicali al vento
al fuoco
il direttore d’orchestra muore
sviene la giovane ragazza
e l’orgasmo si protrae.

A pochi istanti dal disgelo

Tremebondo gemevo
sovrastato dal silenzioso attimo
mentre solennemente la neve scendeva,
candidi fiocchi si posavano sul mio volto
risvegliando i miei sensi
provocando in me nuove sensazioni,
qual torpore covava il mio essere
oramai secolare e deleterio,
oh mirabile risveglio sensoriale
orgiastico piacere di libertà
come ho potuto relegarti
tra gli angusti spazi della mia esistenza,
quanto dolore provai quel giorno
ove la morte coincise col sonno,
qual oscure visioni sopportai
inesorabilmente prosciugandomi.
Sia benedetta la fredda stagione
tormentata da glaciali raggi solari,
sfiorano tangenti i fiori
racchiusi come uomini in boccioli,
pungente la brezza che t’accarezza
pura e priva di contaminazioni
atavico antidoto dell’inerme animo.

Ascesa

Maledette saran le parole
sulla lapide incise,
la mia morte annunciata
al tramonto il corteo,
il mio corpo avvolto nell’oscurità
silenzioso invocherà sepoltura.

Ideale

Hai deturpato il mio amore
lurida sgualdrina,
prosciugate le mie lacrime
ancor insoddisfatta
Che vuoi di più?
T’ho donato il mio corpo
ora martoriato e privo di vita,
hai consumato l’essere
succhiato la vita dalle ossa.
E io indifeso,
lentamente guardavo il tuo volto,
sorridevi maligna
e m’hai ucciso.

Direzioni Diverse

direzioni diverse è l’ascolto silenzioso, l’urlo selvaggio di un passeggiatore notturno privo di speranza
direzioni diverse è una canzone
direzioni diverse sono i tuoi occhi lucidi, vividi nella mia memoria
direzioni diverse è un inno a chi mai leggerà, dormirà e vivrà
direzioni diverse è la vita oltre la morte, la morte nella vita, la reincarnazione ed una nuova svolta
direzioni diverse sono le tue mani che stringono il mio collo, le tue dita affusolate
direzioni diverse siete tutti voi, sono io, nessuno
direzioni diverse sono le infinite vie che compongono le nostre scelte, il mio percorso che sempre ritorna
direzioni diverse non sono io
direzioni diverse è il ritorno su una stessa strada percorrendo parallele
direzioni diverse è la poesia che sfiora il mondo, il cemento, la natura e i suoi esseri, il cielo e l’infinito
direzioni diverse è il nichilismo, la trasgressione e la condivisione
direzioni diverse sono le parole sussurrate dolcemente a mia madre morente
direzioni diverse è l’abbandono, la mancanza, la distanza, la violenza
direzioni diverse sono fiori del male essiccati e calpestati
direzioni diverse sono le parole mai dette, gli sguardi interrotti
direzioni diverse è un nuovo nascituro abbandonato
direzioni diverse è il peccato originale
direzioni diverse sono sostanze che alterano la percezione e trasudano sentimenti
direzioni diverse è l’amplesso
direzioni diverse è la costruzione immaginaria di un mondo parallelo raffigurante noi stessi morti
direzioni diverse è l’alta marea, il caldo afoso, la neve e gli scogli
direzioni diverse è l’apocalisse, la creazione l’incipit divino la distruzione
direzioni diverse sono le persone morte morenti putrefatte dormienti
direzioni diverse è l’insonnia cosparsa di nicotina che scalda le notti di luna piena
direzioni diverse è il manifesto futurista di un passato morente
direzioni diverse è il pasto nudo
direzioni diverse sono i viaggi che portano alla vittoria
direzioni diverse è una valle di dolore contesa tra bene e male
direzioni diverse sono le foglie verdi che disturbano lo sguardo
direzioni diverse erano le mie mete visioni temporali sogni infranti nascondigli subaffittati scorci di ebbrezza tra la monotonia mondana e gli eccessi occasionali
direzioni diverse è un libro
direzioni diverse sono le lacrime infuocate che solcano il tuo viso
direzioni diverse è mio padre
direzioni diverse è la via che percorro
direzioni diverse sono i percorsi accessibili e quelli invalicabili
direzioni diverse è la valanga frana di tutti i falsi ideali
direzioni diverse è la corruzione delle mente stoltezza gratuita lettura consunta censurata e deturpata
direzioni diverse è un plagio imitazione unica, originalità progenie malata
direzioni diverse è la stanchezza del mio essere
direzioni diverse sono le droghe l’alcool sesso sigarette portafortuna e temporali a ciel sereno
direzioni diverse era l’unica soluzione per non morire, vivere rinascere
direzioni diverse sono le rime fasulle
direzioni diverse son fallaci parole che stereotipano il tuo povero essere
direzioni diverse è la debolezza dell’uomo
direzioni diverse è per chi non sa che fare leggere, annoiato addormentato
direzioni diverse vorrebbe morire
direzioni diverse muore
direzioni diverse crea nuovi spazi tra la folla
direzioni diverse è nell’aere
direzioni diverse son solo parole.