Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Muro

Istantanee casuali

Vidi
gatti parigini alla catena
acquattati dietro cespugli
bramosi curiosi di libertà,
Sentinelle disposte in fila
lanciare in aria
rose nere prive di spine,
famiglie sciagurate
recanti cicatrici
sui loro giovani volti,
Infinite strade
macchie grigio nero
tra la folta vegetazione
Vidi
successivamente
piansi.

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Rame fuso

Pace da ogni soporifero incrocio,
sulla via del Calvario si scorge
sagoma appesantita in deambulazione,
nella vece omerica di nomade.

Nell’avvenire
scorgo
non più
futili azioni

Copricapo

Trilla la campana
acquattato defecante
       trillare incessante privo di metrica
Ora termina
il suo breve idillio
in un grigio cielo premonitore
mantello nebuloso
dell’umido giaciglio umano
riposto adagio adagio
nella silente indefinita giornata.

Vanesia

Tranello delle masse
criptiche cripte profanate
all’urlante notte
imbellettata da stelle rubini
riversando calore colore
su purpurei volti rubicondi
proiettando effimere figure
ombre cinesi
dagli occhi a mandorla
pizzicano la lingua
e fremono le papille
boccioli di rosa
o girasoli spenti stesi orizzontalmente.

Vagabondi

Questa è la povera macchina
grigio cenere
dall’acre odore
sospinta per inerzia
nelle desolate terre
ove il silenzio domina
e mortifera diviene l’aere,
solamente avvinghiati
in qualche bizzarra posizione
i nudi corpi sopravvivono
reduci da orge rituali,
stremati dal fuoco eterno
purificatore, mediatore.
Ora si placano,
pallidi sospiri occhi blu notte
meditando concentrici
osservando stanchi
femminea luna illuminata.

Esule

Sgocciola immoto tempo
su tavoli rosso porpora
e tra le arterie corrose,
scorre al di là delle apparenze
dell’affitto economico
versato inizio mese
per l’inabitabile scricchiolante dimora,
cosparso di macchie temporali
quel tracciato appena percorso,
sembran ricordi
o templi dai mistici poteri
ove si rispecchian
confusi avvenimenti
su una linea temporale che pare statica.
Un’arpa suona
o forse scandisce
immoto tempo,
i suoi rami s’aggrappano
a lascive speranze
fluttuanti senza meta
cavalcando l’eterno vento
che non indugia,
scrutatore dell’altrui vita
ed entra
privo d’invito
in ogni orifizio,
possa esser umano
o architettonico
differenza non vi è
alla sua enorme curiosità.
Sbocciano ad ogni colpo d’aria
suoni, suonatori ed attori
commedianti sottopagati
interpretano urbani movimenti
che son ornamenti
protratti fino al decesso,
instancabilmente si scorgono
ripercorrere mentalmente
minuziose gesta
atomi d’improvvisazione
scossi dall’avvenire.
E questi mozziconi
esposti bruciacchianti
non son altro
che prova dell’umana presenza,
irriconoscibili tra la cenere
vittime del tempo,
sussurrano parole mancate
slanci nell’insondabile mare
ove annegano incompiuti
o son graziati da un’ispirazione,
epifania di tutti i sensi
sulle tracce dello scrittore
al cui genetliaco combacia,
senza vanto
o immodestia
il fato intesse filamenti
imbevuti di rugiada,
bianco ed azzurro irradiano
al solo occhio
destro o sinistro che sia
portando in grembo le ceneri
dell’uomo privo di gusto
dal solo genio.

Temporalità frammentaria

Occhi gonfi
non hanno spiegazioni,
palpebre pesanti
macigni all’orizzonte
oscurano
l’ignoto si pone avanti a me
Rimembro solo
corpo nudo voluttuoso,
respiro caldo,
assopiti nei tormenti.

Nostra Signora Paranoia

Nostra Signora Paranoia
sopra noi ci guida
convergendo le nostre anime
soffio dell’aldiquà
conducendoci alla sua presenza.
Ottenebrate le menti
sono il nostro dono
a voi, Nostra Signora,
padrona dei destini
Musa degli animi nostri.

Parafrasando l’incontinenza

Anestetico
somministrato
si divincola
il malato
Placebo
divorato
s’allieta
il malato
            Conflitti
            inesistenti
            tra medici
            e malati

Storia del paese

La breve visita,
cinquanta sfuggevoli giorni
profumano di lavanda
e appaiono sublimi alla vista.
Non scorderò
ciò che ho veduto,
in cuor mio trattengo
quell’emozione segreta
ogni istante coltivata,
maturata e colta.
Intersecandosi al mio animo
queste dolci brezze
si fan conoscere,
tremano nel presentarsi
arrossiscono
o forse impallidiscono,
dalle lievi sfumature
traspare l’intima confidenza
e la loro necessità
di comunicar con me.
Tornerò in sogno
a recar piacere,
colloquiando amabilmente,
seppur ancor
non conosca la vostra lingua.

Conifere

Sii buono
rimani con me,
sfiora le mie mani
non temere,
ora tutto svanirà
il tuo cuore
mai più batterà
e i tuoi occhi vitrei
faranno da specchio
alla tua salma.
Tremi senza motivo
caro amico mio,
non t’aggrappare alla vita
scivola in basso
socchiudi le palpebre
arrenditi,
non esser recidivo.
Periremo all’unisono
stesi contro il cielo,
un solo pensiero
mai svelato
rallegra questi nostri
cadaverici volti.

Centellinato

Scorre il tempo
che fino a ieri pareva eterno
nulla attende,
scorgo già lontano
la grigia patria
surrogato dell’esistenza.

Alternativamente

Ancor quel suono lancinante
rabbrividisce l’aere,
senza alcun motivo apparente
è ritornato.
Umano, artefice di calamità
non osar disturbar la quiete
in questo paese da anni protratta.
Estinzione necessaria
al solo scopo
di una tranquillità d’animo.

Recettori

Creature invisibili
sono loro
ad osservarmi.
Percepisco le loro presenze
il loro respiro
e la pressione contro me.
Mi fanno visita,
abitualmente
senza scopo alcuno
se ne stanno con me,
rimangono celate.

Contabilità

Accosta le mani
in segno di preghiera
osservando lo spazio
sottraendo il tuo corpo
dalla contemplazione,
osserva dunque il risultato
annotalo sul registro
delle presenze
di fronte alla divinità.

Al felino

Quel nero gatto
dal lieto verso
saltuariamente porta i suoi saluti
sbirciando curioso
all’interno della casa.
Rimane solo un’acre odore
puzzo di felino
che l’aria conduce a me.
Il sole cocente
indispettisce il tuo spirito,
rintanato ora sarai.

Indice e mignolo

Queste mani così conciate
altro scopo non hanno
che scrivere.

Le ferite su di esse
provano il mio animo,
irrequieto e funesto.

Intercessori di parole
fiumi di pensieri
la biografia sgualcita.

                     Null’altro
                     se non pensieri
                     sfusi o accorpati.

Quaderni logori

Passeggiano due anime
in questa silenziosa notte,
non sanno della mia presenza
al dì sopra delle loro teste
trattengo il respiro
sbuffando l’ennesimo
fumo di sigaretta.
Né a destra
come a sinistra
ora scorgo forme di vita,
solamente una luce
soffusa, tremante
marca questa atmosfera solitaria
rinvigorita a tratti
                 da un soave venticello
                 e da un grillo dispotico.
Se potessero
quelle nubi frastagliate
scendere vicino a me
porgendomi il loro saluto
sarei l’uomo più felice
                 di un mondo fatto di finestre
                 illuminate a giorno.
Ma nulla risulta più fallace
che la vana attesa
di una manifestazione
artificiosa o umana,
e nel crogiolarsi
infinitamente a questa speranza
una dolce malinconia
che da tempo non percepivo
punzecchia la mia carne
risvegliando dal baratro
una condizione mentale
a cui molto devo
e son grato
da tempo immemore.

Un soffio di vita,
tutto trascende
al riparo dalla cenere
e dai languori notturni
che vegliano
sulla mia figura
dal primo pianto.

Zeit

Poemetti
a ritmiche vergate
natiche
labbra socchiuse
masturbazione

Anestetico

Questo gusto amaro
nell’incisione della cornea
riversa fotografiche dimostranze
provando la mia
la tua (?)
sanità mentale.
Desidero, se mi è concesso
d’essere rinchiuso
o racchiuso
vita natural durante
in un utero
umido e caldo
ove io possa riposare
esule dalla fisicità
scabrosa di questo pianeta.

Primogenito

Interiore appallottolamento
frusciare di pensieri
futuro deviato
di cui ho timore,
seppur a stomaco pieno
carne olio e ortaggi vari,
il mio volto
causa scompiglio.

Fasullo

Lontano dalle orde
ove posso riposar
il mio animo ancor succube
dalla frenesia animale
permane scosso,
malleabile al minimo rumore
si divincola feroce
varcando sepolti confini.

280 g

Maleodoranti
accumulate, sparpagliate
cilindriche mozzate
figure cancerogene,
cura prescritta
alla lettera
seguo la vostra sorte.

Posta prioritaria

L’amore non corrisposto
allegato al quotidiano
era la causa dei tuoi dolori
a cui rimedio non sapevi dare.
Due baci eran il messaggio
vascello longilineo
che mai arrivò,
confrontandosi, scontrandosi
tra le rocce, pura ragione.