Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Orizzonte

Degustazione

Ho assaporato l’aborto
della moltitudine dei miei Esseri,
passivamente osservando
l’espulsione di quei feti
dall’emisfero dello scibile.
Il mio corpo,
depositato su di un letto,
privato della propria interiorità
arreda l’impersonale stanza;
Mani sfiorano la carcassa
scorrendo furtive
come su tende pregiate di seta.
Porto sepolto
ove approdano sfuggenti creature,
bagnano le loro labbra
ristorano le proprie membra
concedono tenere carezze,
ma l’indomani è vicino
e già salpano
sussurrando addii
osservando all’orizzonte
nuove mete,
facendo inabissare ancor di più
quel solingo porto.
Ho assaporato l’aborto
baciando le mie ferite
ed una lenta agonia
confluiva in un corpo
sfiorato da molteplici mani.

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I miei versi tuoi

Tra penzolanti idee
ed il puzzo di città,
la tua figura, ritta avanti a me
sfuma l’orizzonte.
Vorrei morir
tra le tue braccia salvifiche,
prostituendomi nell’amore tuo

A passo veloce,
smarrii il pensiero.

Ripetizioni

Ricordati di me
nei tuoi recessi
mentali
ricordati le mie poesie,
le ho macchiate d’amore
le tue lacrime rugiada
che inesorabilmente solcavano
il tuo volto diafano.
Fossi fiore

dormirei sotto i tuoi petali
e al mattino
ti coglierei
Fossi poesia

leggerei quei versi
tra quelle rosee labbra
che si socchiudono voracemente.
Fossi musa

dedicherei a te
reconditi pensieri
e retoriche figure
di cui ignoro l’essenza.
Perdonami
per ciò che sono

sii buona,

esisti assieme a me
tendi ad un nuovo
orizzonte,
tendi verso me

all’infinito.

Temporalità frammentaria

Occhi gonfi
non hanno spiegazioni,
palpebre pesanti
macigni all’orizzonte
oscurano
l’ignoto si pone avanti a me
Rimembro solo
corpo nudo voluttuoso,
respiro caldo,
assopiti nei tormenti.