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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Paesaggi

Dormivamo, ma tu mi proteggevi

Non possiedo parole
che possan colmare
paesaggi infantili
mano nella mano.

(Mi perdonerai
ne sono certo)

Lo stesso fiume
borbotta
entro me,
nulla è mutato,
ma apatico ora permane il paesaggio.

I tuoi passi
non risuonano
Il tuo corpo
ora
divorato
è sacro custode
dell’unico
amore terrestre.

Il tuo ricordo
sovrasta quei floreali omaggi.

(A quale futile convenzione
siam costretti,
intrinsecamente portati a ciò
da tempo immemore.)

Ho colmato quei vasi
d’inutili pianti,
mentre la tua mano
tende all’infanzia
protratta
nei ricordi d’Aprile

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Osservatori

Astronomi sui tetti
rotolano inabissandosi
la vista, già esasperata
dalle feritoie
che son metallici contenitori
in fila accuratamente
disposte sardine.

All’indietro

Sembra tornare
dolce aria primaverile
scuotendo nuvole
aromi vergini insinuati,
son delicate melodie
all’alba invadono l’ambiente
sovrastando soporifero sonno
dolcemente condotto
a vita breve.

Nel tempo e nello spazio

Alternando sensazioni
unendo invisibili filamenti
rinasceremo sotto nuova luce,
oscuri saranno i passaggi
radicalmente mutati i contorni
allo stremo condotti i nostri corpi.