Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Pensiero

Trinità Teofanica

Ho scisso con forza i miei pensieri
con brutalità coercitiva trasposti in forma sensibile,
tra le terre desolate del paese natio
e l’artificialità della luce cittadina
Ho identificato in loro la mia fuga dal mondo,
subitamente abbandonati al loro destino
or più non m’appartengono
(seppur taluni asseriscano il contrario)
e dunque l’interrogativo persiste,
ove son sito?
Tutt’ora l’impossibilità di sentirmi collocato
procura in me stati d’ebbrezza,
la mente razionale ripugna le mie affermazioni
vorrebbe che m’invischiassi nel reale,
nella melma perenne
Vi lascio i miei scritti !
Bruciateli, fate pure, non desiderano altro.

Non vi è autore pervenuto
seppur intrinsecamente declamato esso stesso,
siam forse padroni di ciò che reputiamo creato?
Mero vagheggiamento del pensiero,
inconcludenti paesaggi fantastici
affliggono le nostre vite,
creature del raziocinio dogmatico
il primato spetta Voi, cari sudditi della ragione
speculate sull’esistenza vostra
arrecatevi pesanti fardelli da trasportar nel quotidiano,
Io ho abbandonato a Morfeo,
le mie chimere
ed ogni notte, paradossalmente innominabile dal canto mio,
coaguli d’insonnia son pronto a sopportare
della punizione onirica m’assumo ogni responsabilità,
Voi, invece, irresponsabili della vostra esistenza
sottacete al martirio in atto ogni dì
subodorate l’umiliazione e glorificate l’omertà sul presente.

Agonizzate fedeli d’ogni religione
il culto avete defraudato dell’Essenza
in pozze di sangue riconosco i vostri sorrisi,
le vostre anime, smaniose d’elevazione spirituale,
lentamente affogano nel sangue che v’appartiene
e ridete, ridete miei cari fedeli !
Ascolto le vostre ultime parole,
la mia serenità d’animo vi sorprende
l’angoscia ora vi coglie,
nello sfacelo totale, non più preghiere intonate
ma canti di tormentata bestialità verso il vostro dio,
Si burla ora di Voi, guardatelo !
Atavicamente ottusi, nessun abbandono vi ha colpito,
unicamente la perenne assenza del destinatario dei doni offerti
affaccendato nella sovrumana impresa di crearvi,
donò un intelletto sufficiente al fine d’un’estinzione della specie,
magistralmente da Voi colto
tracciando irrimediabilmente la Fine del Nulla.

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I miei versi tuoi

Tra penzolanti idee
ed il puzzo di città,
la tua figura, ritta avanti a me
sfuma l’orizzonte.
Vorrei morir
tra le tue braccia salvifiche,
prostituendomi nell’amore tuo

A passo veloce,
smarrii il pensiero.

Opuscolo

Visitando rovine notturne
catacombe silenziose
urlanti
nell’assoluta perdizione,
mediterò sull’atto estremo
che ti condusse lontano
trascinando il mio pensiero
ricordi e detriti emozionali
che or vagano senza meta
nella vana ricerca di ristoro.

Conifere

Sii buono
rimani con me,
sfiora le mie mani
non temere,
ora tutto svanirà
il tuo cuore
mai più batterà
e i tuoi occhi vitrei
faranno da specchio
alla tua salma.
Tremi senza motivo
caro amico mio,
non t’aggrappare alla vita
scivola in basso
socchiudi le palpebre
arrenditi,
non esser recidivo.
Periremo all’unisono
stesi contro il cielo,
un solo pensiero
mai svelato
rallegra questi nostri
cadaverici volti.

Primogenito

Interiore appallottolamento
frusciare di pensieri
futuro deviato
di cui ho timore,
seppur a stomaco pieno
carne olio e ortaggi vari,
il mio volto
causa scompiglio.

Marcia sul tempo

Labbra si posano
ore otto
contorni vividi
luce accecante
Parti
e non torni
prima che il lampione
avanti a me
s’accenda
Permane il pensiero
marcia sulle ore
ore otto
riscuoto il bottino.

Inesperto esploravo le rovine

Il tuo corpo profanato
non da me,
le tue pallide membra
han sfiorato ben altri corpi,
il pensiero trafigge
sgretola il mio amore.
Quanti uomini
gemiti baci braccia
attraversano il baratro,
tutto ciò mi uccide,
lentamente
salassi al mio cuore
Dov’eri? Dov’ero?
Quando due corpi
macchiavan il nostro giaciglio
affranto
non carpisco il luogo
ne il nesso,
solo tu presenziavi
nella voluttuosa mercificazione.

Connotazione spirituale

Odori di ricordi
risveglian il pensiero,
quante ossessioni
incatenano il corpo
fanno schiavo
il futuro presente
ma son futili bachi
e la seta
ancor pregiata non è.

Fuggire
nella notte
ove baci
sfioran
il pensiero

Aracnofobia

Agrafia momentanea
tutto si sfalda
cerca ragione
e il ragno morto,
implode il pensiero
tra mano e avambraccio.
Sovrumani distacchi
annichiliscono la meditazione
e il pensiero permane,
silenziosa veglia
a ritroso nella polvere
schianto al suolo
sordo, terrificante
rimane invariato
l’ambiente immutevole
spettatore di stragi.

Intimità

Punteggiatura errata
è questo il verso mancante
nella breve vita del poeta,
improvvisato tale da carta e penna
celato ad amici e parenti
nella sua stanza si diletta
e seppur vano,
almeno questo il suo pensiero,
del suo scrivere si fa vanto
quando giunge il canto
del mattino primaverile
e il sole acceca la sua vista.
È questo il verso mancante
tra la punteggiatura errata
custode di versi sconosciuti,
innominabili tra le genti.