Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Piacere

Passeggiatrice

La notte ulula
bramosia di carne,
esterrefatto l’uomo si ritrova
solingo nella quiete,
atavicamente relegato
alla condizione d’estraneo.
Brama piacere
vicinanza dei corpi,
intimo piacere distillato,
graduali perversità,
nudi corpi nella notte.

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Immanenza

Splendeva il tuo corpo
tra quelli oceani primordiali
privi di forma e metrica,
risuonava lontano l’eco del piacere
magistralmente suonato dagli organi
ad un invisibile platea muta
immobile nel silenzio.
Elevata all’ultimo stadio del tuo essere
dimenavi braccia gambe e cuore
pizzicata nell’intimo sospiravi
gemevi ad ogni contatto,
così i tuoi sussulti trascritti
in un pentagramma astratto,
trascendeva da quel giaciglio improvvisato
un corpo anemico
viso angelico
riso venereo.

A pochi istanti dal disgelo

Tremebondo gemevo
sovrastato dal silenzioso attimo
mentre solennemente la neve scendeva,
candidi fiocchi si posavano sul mio volto
risvegliando i miei sensi
provocando in me nuove sensazioni,
qual torpore covava il mio essere
oramai secolare e deleterio,
oh mirabile risveglio sensoriale
orgiastico piacere di libertà
come ho potuto relegarti
tra gli angusti spazi della mia esistenza,
quanto dolore provai quel giorno
ove la morte coincise col sonno,
qual oscure visioni sopportai
inesorabilmente prosciugandomi.
Sia benedetta la fredda stagione
tormentata da glaciali raggi solari,
sfiorano tangenti i fiori
racchiusi come uomini in boccioli,
pungente la brezza che t’accarezza
pura e priva di contaminazioni
atavico antidoto dell’inerme animo.