Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Poeta

Sanità

Considerate questa modernità,
racchiusi
inclusi
in ciò che non vi aggrada,
considerate voi stessi
e sottraetevi
al di là dell’aritmetica
dal mondo.
La perdita d’aureola
è sancita
per il poeta
e il visionario all’ascolto,
or dunque che fare?
Procedere oltre?
Afasia,
apatia,
oblio del sé
null’altro

Considerate la poesia
ed eliminatela
dalle vostre priorità,
il gesto più consono
per le vostre povere menti.

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Afasia

Impercettibile soffio,
transustanziazione d’ogni cosa
e tutto m’appariva
come inviolabile realtà,
oltre l’uomo
parafrasando il filosofo,
oltre la natura
interrogando il poeta,
al di là del sé.

Considerazioni

Schiere d’uomini
bramano il poeta,
che dolcemente allieta
tutto ciò che sfiora.
Idolatrato allo stremo
fugge, fugge lontano
quel moribondo
generatore di versi,
malizioso
fugacemente bacia
quelle gote
e dal desiderio
nascon profonde cicatrici,
ossessiva bramosia
inanellata nella malinconia.

Morte di un Poeta

E’ morto un poeta
logorato dal suo mondo,
rimarrà tra noi
il debole ricordo
che i suoi scritti
ora trasudano.
E’ morto un poeta
e la sua poesia
ora vive,
in pace con il mondo.

Intimità

Punteggiatura errata
è questo il verso mancante
nella breve vita del poeta,
improvvisato tale da carta e penna
celato ad amici e parenti
nella sua stanza si diletta
e seppur vano,
almeno questo il suo pensiero,
del suo scrivere si fa vanto
quando giunge il canto
del mattino primaverile
e il sole acceca la sua vista.
È questo il verso mancante
tra la punteggiatura errata
custode di versi sconosciuti,
innominabili tra le genti.

Oscenità

Strane pulsazioni
gravitazionali o centripete
frugano tra i miei pensieri,
mille starnuti
anticoncezionali
e amplessi secondari,
la convalescenza di un idiota
che del romanzo fa vanto
l’aria fuoriesce
naso
bocca, naso
e tutto tace
morboso silenzio levigato
gli scatti nevrotici
di vicini assonnati
e la nevrosi di uno psicologo
tradito dai suoi sogni
che son umidi
bagnati e sgocciolanti
multiformi, astratti e inutili.
Quando manca il respiro
l’insonnia t’ammazza
l’editore ti pubblica
la malattia ti uccide
la donna ti ama
il padre muore
otto ore al giorno
muore sette giorni meno uno
e il suo riposo la malattia
la sua fuga naturale
tra baccelli e frutti marci,
la madre
mia madre viaggia
preoccupata, asfissiata
dal mal costume
mal comune
come ragazze di città
ritte al calar del sole
a gambe divaricate
ebbre di vino
passione rumore fragore
mai tradite
per sempre amate
seppur vergini amplessi
ritarderanno l’incontro
e saran gioie a scuotere
tramortire
se non ingannare
abominio pecuniario,
ove lo studio cessa
lo scrivere ruota
e nemmeno B. risparmiava
ma sua madre l’amava
ed eran gioie di debiti
salassi decadenti
iscrizioni latenti
nessun superstite
vincitore o vinto,
è la mia guerra
pace bellica,
bellicosa.