Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Poetica

Quaderni logori

Passeggiano due anime
in questa silenziosa notte,
non sanno della mia presenza
al dì sopra delle loro teste
trattengo il respiro
sbuffando l’ennesimo
fumo di sigaretta.
Né a destra
come a sinistra
ora scorgo forme di vita,
solamente una luce
soffusa, tremante
marca questa atmosfera solitaria
rinvigorita a tratti
                 da un soave venticello
                 e da un grillo dispotico.
Se potessero
quelle nubi frastagliate
scendere vicino a me
porgendomi il loro saluto
sarei l’uomo più felice
                 di un mondo fatto di finestre
                 illuminate a giorno.
Ma nulla risulta più fallace
che la vana attesa
di una manifestazione
artificiosa o umana,
e nel crogiolarsi
infinitamente a questa speranza
una dolce malinconia
che da tempo non percepivo
punzecchia la mia carne
risvegliando dal baratro
una condizione mentale
a cui molto devo
e son grato
da tempo immemore.

Un soffio di vita,
tutto trascende
al riparo dalla cenere
e dai languori notturni
che vegliano
sulla mia figura
dal primo pianto.

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Aracnofobia

Agrafia momentanea
tutto si sfalda
cerca ragione
e il ragno morto,
implode il pensiero
tra mano e avambraccio.
Sovrumani distacchi
annichiliscono la meditazione
e il pensiero permane,
silenziosa veglia
a ritroso nella polvere
schianto al suolo
sordo, terrificante
rimane invariato
l’ambiente immutevole
spettatore di stragi.

Discendere

L’essere opprime
non sa fuggire,
le conseguenze anonime
piegano le virtù
ossa detriti,
costruendo sogni
demolendo fisicità
tutto appare nullo
equazioni irrazionali
sullo sfondo interiora deteriorate,
era un dolce pensiero
sperar lieto
così rapidamente mutò
tutto cambiò
alla mercé del fato.

Insostenibile realtà

Nella notte variopinta
deboli sussurri
inducono alla tentazione
carnale, emotiva
eterea pragmatica,
metafisica.
Volto nitido
astrazione sensoriale,
nudi corpi danzano
odor di pelle
ambra tra le labbra,
fruga la lingua
frenetica sul corpo,
in estasi
vorace
divora gli spazi.
Inni alla passione
tradotti in gemiti,
abbiam forse timore
esposizione emozionale,
fuggiamo al nostro giaciglio.

All’immaginario

Tra le insondabili mete oniriche
possa trovar conforto
sedotta dalla notte
e dal giorno che avanza.
Priva di pensieri
abbandonata
una mano sfiora l’intimità
il volto stanco ed elegante,
un bacio fugace, violento.

Dialoghi tra defunti

A volte muoio
circoscritto nell’insonnia
sopravvivo tra le barricate oniriche,
Morfeo dialoga con Caronte
fitta nebbia che avvolge
lamenti e grida
condannati e ricoverati
in una vana attesa,
attesta speranze
l’umana inefficienza.
A volte dormo
dolce morte cerebrale,
magnetiche repulsioni
radioattive visioni,
encefalogramma piatto
vissuto trasudato
coricarsi morendo.

Lineamenti

Nelle lande deserte
un fiume sul mio petto
atomi d’acqua evaporata
occhiaie aride rive
fronde labbra umide.

Estaticità

Il sonno mai arrivò
stagioni invernali,
sbocciano i mali
serberò l’animo
designeranno Morfeo.

Interrogativi

Virtuosismi melodici
intercalare peccaminoso
vizi carnali
oscurano il giorno.
Platonica visione
bramando la notte.

Cara madre

Madre,
non aver timore per il mio futuro
allieta i tuoi languori
cura la vecchiaia,
sopravviverò
nuovamente gioisco
stretto al tuo grembo,
nutri il mio essere
liquido amaro
pervadi il mio intelletto,
non morirò
perseguendo la mia causa,
cura la tua vecchiaia
cara madre.

Escoriazioni

Natura avanza
espandi i tuoi confini
stravolgi le città
inghiotti gli edifici.
Questa materialità
preme deleteria
nulla ci salverà
nel continuo abbandono.

Ammaliato rimpiango

Vorrei donarti tutto ciò che possiedo,
fosse il nulla o l’infinito
tra chimeriche visioni
e scorci lunari.
Amplessi delicati
e tortuose risalite
tra spazio e tempo,
varcando i nostri limiti
sconfinando nella metafisica.
Potrò mai amarti
come il girasole segue il suo astro
o succube rimarrò nella speranza di tutto ciò?

Uniformità

Sguardi meditabondi
tra segreti inconfessabili
seducenti e intramontabili,
passioni logoranti
colorano l’ambiente,
carne debole
e violente effusioni,
apoteosi emozionali
tra le oniriche visioni.

Staticità

Fuoco
tra le acque vergini
nude e chine
allucinazioni materiali
corpi nuotano
danzano
amanti vendicativi
randagi selvaggi
soccorrono anime
scuotono la terra
se il cielo riposa
e rimane statico.
Presa di posizione
appresa in tempo di guerra,
nascondigli svelati
furtivi guizzano dai letti
e le urla lontane
latrati assordanti,
al macello appesi
distribuiti casualmente
celati nelle viscere
consultano il futuro
astronomi indifesi
di poco conto
sconsiderati mendicanti
di altri mondi
paralisi sintomatica
di arti
cuore e risvegli.

Ultime volontà

Chiedo tranquillità
dolce mancanza dalle fatiche
ozio protratto
pensieri in calici.

Tormenti

Si chiudono le porte
al di fuori la notte,
luce artificiale
debole e stanca.
Soffre l’uomo
eterno condannato
al patibolo interiore condotto,
grida di fanciulli
volgarità scandite,
solo un fallito
un pover uomo fallito.

Convulsioni febbrili

Forse era più semplice
volare che camminare,
abbandonarsi spensieratamente,
sognare a pien diritto.
Tutto vien complicato
articolato in odiose pubblicazioni
Siam forse liberi di essere?
Chiediamolo a noi stessi,
a chi ci nutre,
glorifica e ama
Essere liberi forse?