Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Seno

Stretta fetale

Rivivo gli istanti
in cui due corpi accatastati
all’unisono palpitavano,
organi a stretto contatto
plasmavano l’ambiente circostante
ed i respiri,
inesorabilmente lenti
o forse
allo stremo del loro fuoriuscire,
avvolgevano membra stanche
dalle varie sfumature e tonalità.
Rimembro le palpitazioni
ed erezioni,
i lividi violacei
e le tue labbra sulle mie mani;
L’abisso dei tuoi occhi
che scrutava la mia carcassa
svestita, abbandonata.
Riconosco la tonalità
delle corde vocali
che m’hanno concesso
molteplici silenzi,
la malinconia accumulata
e spazzata dal tuo respiro.
Abbasso il capo
nella speranza di sfiorare il seno,
rinchiudermi nella stretta fatale
– fetale –
d’un Morfeo femmineo;
Rimango in ascolto:
le tue palpebre cigolano
quando la bocca sfiora la cute,
il petto ritmicamente
scandisce il mio inabissamento
mentre il respiro
filtra entro me
ed ho la sicurezza
d’un eterno sonno ristoratore.
Oramai protetto
dal tuo corpo,
non desidero
assolutamente
evadere.

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Disgelo

Ho carezzato le tue labbra
sinuose linee di confine,
tra i nostri corpi nudi
abbandonati tra caste lenzuola.
Fior d’ogni varietà giacevano
sulla tua bocca feconda
ed io sentimentale curatore
ogni dì mi recavo ad abbeverarli.
Prelibati frutti
nelle nostre primavere notturne
coglievo per te,
porgendoli al tuo seno
che teneramente carezzavo
con la mia lingua di fuoco.
Assaggia le mie labbra
e cogli dal mio petto il peccato.

Elitropia

Vorrei posarmi distrattamente
con fare stanco
sul seno di molte donne,
parlar loro d’amore
farle arrossire.
Vorrei sentirmi amato
da un gatto
ed esser odiato dall’umanità.
Vittima designata
per ogni complotto,
in eterno mi mortificherò
l’esistenza.

Negazione esteriore

Bellezza
è filo conduttore
fiore del male
posto sul tuo ventre
che vibra
e scalpita,
è poesia stessa
sulle rosee labbra
che profuman
di liquido seminale
mentre lacrime
simil pioggia
scalfiscono seno
reni e animo
Bellezza
non è
e non so esprimerla

Minuscolo uomo

La variopinta seta
svolazza convulsamente,
una mano cerca di trattenerla
(invano)
scivola via inesorabile
su ali d’oro
fiumi in piena
che scorrono
tra le linee di un volto
privo di vita
risucchiata alle radici,
albori di un mondo
destabilizzato in fasce,
urlante neonato
succhia mammella lattea
morde dolcemente
virile minuscolo uomo.

Spartito

Ed eran dolci note su pelle
baricentri emozionali
connubi sintattici che affioravan,
il tuo esser si faceva vivo
divorato dal desiderio
il mio corpo stantio
riaffiorava di nuovo vigore
ed eran dolci note su pelle
tra membri eretti
lingue volanti
ed ematomi sul seno,
scaturivano passioni
impavide razzie al tuo animo
frantumi cocci e capelli
eiaculazioni precoci
e mancate effusioni,
a torso nudo nuotavo
ed ero esausto
ed eran dolci note su pelle.

Al di là del vero

Eran le scale dell’ascesa
ove le visioni si fan più cupe
e l’animo trema pacatamente,
allo stesso ritmo incessante
demoni salutano penzoloni
beffando il gentil visitatore,
niente è più come appare
all’inverso d’ogni follia
parteciperanno sentimenti defunti,
in banchetti regali
nude muse sfoggiano i loro corpi
facendone vanto alla platea
carezzandosi ventre seno labbra
socchiudendo le palpebre,
eran le scale dell’ascesa
fu tutto l’inverso
il peccato prese forma.

Alle suole delle scarpe

Logori vestiti indossi
inespressivi occhi scrutano la tua immagine
così trascurata senza fine
oramai non ti rendi più appetibile.
Era solo uno slancio fulmineo
che percorse i nostri midolli
fratturando le vertebre
costringendoci a periodi di riabilitazione.
Ebbri di liquori
a loro volta vomitati,
ardentemente desideravi il mio corpo
come rifugio
estemporaneo e sconfinato
egoista dall’adolescenza prosciugasti le riserve
come sempre hai fatto negli anni
ritornando da me al mattino
dopo notti anonime
ove il tuo corpo era posseduto
Da chi?
Quanti uomini nelle tue iridi
segni tangibili sul tuol seno
odori e tremori tra i tuoi genitali
prosciugata sui letti
sopra i tetti
e te ne ritornavi a casa serena,
ti aspettavo da povero idiota.