Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Sentimenti

Carie

Ho trascorso

notti urlanti sui tuoi sentimenti,
segmenti estemporanei
che ottenebravano la vista.
Ho implorato

perdono per parole
che m’hai ho donato,
al tuo magnanimo essere.
Ho ascoltato

diurni lamenti
che laceravano le pareti,
sbriciolavano le costruzioni.
Ho dimenticato

le tue più care necessità,
evitando i tuoi occhi
che imploravano carità.

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Trascrizione

Non più amore
ma affilati sentimenti
che il mio cuore lacerano,
non più vita
ma inesorabili baratri
scorgo avanti a me.
Ho ascoltato le tue pene,
trascrivendole per non dimenticarle
e ora affogano
assieme al tuo corpo,
pesantemente trascinato a fondo
dalle tue ansie
che son blocchi di pietra
alle tue caviglie.
Non più amore,
non più vita
ma destini interrotti.

Negazione esteriore

Bellezza
è filo conduttore
fiore del male
posto sul tuo ventre
che vibra
e scalpita,
è poesia stessa
sulle rosee labbra
che profuman
di liquido seminale
mentre lacrime
simil pioggia
scalfiscono seno
reni e animo
Bellezza
non è
e non so esprimerla

Nostra Signora Paranoia

Nostra Signora Paranoia
sopra noi ci guida
convergendo le nostre anime
soffio dell’aldiquà
conducendoci alla sua presenza.
Ottenebrate le menti
sono il nostro dono
a voi, Nostra Signora,
padrona dei destini
Musa degli animi nostri.

Quaderni logori

Passeggiano due anime
in questa silenziosa notte,
non sanno della mia presenza
al dì sopra delle loro teste
trattengo il respiro
sbuffando l’ennesimo
fumo di sigaretta.
Né a destra
come a sinistra
ora scorgo forme di vita,
solamente una luce
soffusa, tremante
marca questa atmosfera solitaria
rinvigorita a tratti
                 da un soave venticello
                 e da un grillo dispotico.
Se potessero
quelle nubi frastagliate
scendere vicino a me
porgendomi il loro saluto
sarei l’uomo più felice
                 di un mondo fatto di finestre
                 illuminate a giorno.
Ma nulla risulta più fallace
che la vana attesa
di una manifestazione
artificiosa o umana,
e nel crogiolarsi
infinitamente a questa speranza
una dolce malinconia
che da tempo non percepivo
punzecchia la mia carne
risvegliando dal baratro
una condizione mentale
a cui molto devo
e son grato
da tempo immemore.

Un soffio di vita,
tutto trascende
al riparo dalla cenere
e dai languori notturni
che vegliano
sulla mia figura
dal primo pianto.

Primogenito

Interiore appallottolamento
frusciare di pensieri
futuro deviato
di cui ho timore,
seppur a stomaco pieno
carne olio e ortaggi vari,
il mio volto
causa scompiglio.

Posta prioritaria

L’amore non corrisposto
allegato al quotidiano
era la causa dei tuoi dolori
a cui rimedio non sapevi dare.
Due baci eran il messaggio
vascello longilineo
che mai arrivò,
confrontandosi, scontrandosi
tra le rocce, pura ragione.

Risale quel sentimento

Son ancora tormentato
da quei fantasmi
che ritornan vividi,
la malinconia m’ha seguito
colto come un fiore
appena sbocciato
alle luci di un nuovo giorno.
Ho creato un mostro
che è un sentimento d’amore,
ti ho rinchiuso
e non so darmi pace,
tu vuoi fuggire
fuggire lontano
ma nuovamente ti possiedo,
nella costrizione assoluta
invado le tue aspirazioni,
ho dettato a te
il mio infame testamento
come unica legge
che tu sola devi seguire.
E in cuor mio
già so
che in un batter d’ali
m’abbandonerai
risvegliandoti dal mostro Amore.

Marcia sul tempo

Labbra si posano
ore otto
contorni vividi
luce accecante
Parti
e non torni
prima che il lampione
avanti a me
s’accenda
Permane il pensiero
marcia sulle ore
ore otto
riscuoto il bottino.

Bacche acerbe

Discorre questo paese
in una lingua
a me sconosciuta,
invano tenta di comunicare
la sua eterna pace
dagli stolti
definita cimitero.
Poesia
o forse prosa
fuoriesce furiosa
dal paesaggio circostante,
ove musa ancor non si nota
seppur viva
plasma l’emisfero abbandonato.
Attendo
tra queste foglie
scosse dal vento
una voce familiare,
possa divenir fonte
origine del fluido
genitrice dalle rosee mammelle.

Tra me e te

Abbiamo ricreato
a est di questo emisfero
i nostri sentimenti
su estranei giacigli
che ho cura di sistemar
nelle prime ore del giorno.
Paradossale fortuna
ritrovarsi nella tua fuga
ancor qui
premendo le nostre labbra
i nostri voluttuosi corpi
nell’amplesso urlante
sgocciolante a terra.

Al di là del vero

Eran le scale dell’ascesa
ove le visioni si fan più cupe
e l’animo trema pacatamente,
allo stesso ritmo incessante
demoni salutano penzoloni
beffando il gentil visitatore,
niente è più come appare
all’inverso d’ogni follia
parteciperanno sentimenti defunti,
in banchetti regali
nude muse sfoggiano i loro corpi
facendone vanto alla platea
carezzandosi ventre seno labbra
socchiudendo le palpebre,
eran le scale dell’ascesa
fu tutto l’inverso
il peccato prese forma.

Alle suole delle scarpe

Logori vestiti indossi
inespressivi occhi scrutano la tua immagine
così trascurata senza fine
oramai non ti rendi più appetibile.
Era solo uno slancio fulmineo
che percorse i nostri midolli
fratturando le vertebre
costringendoci a periodi di riabilitazione.
Ebbri di liquori
a loro volta vomitati,
ardentemente desideravi il mio corpo
come rifugio
estemporaneo e sconfinato
egoista dall’adolescenza prosciugasti le riserve
come sempre hai fatto negli anni
ritornando da me al mattino
dopo notti anonime
ove il tuo corpo era posseduto
Da chi?
Quanti uomini nelle tue iridi
segni tangibili sul tuol seno
odori e tremori tra i tuoi genitali
prosciugata sui letti
sopra i tetti
e te ne ritornavi a casa serena,
ti aspettavo da povero idiota.

Empatia

Ancor commosso
trattengo fugaci lacrime
un mondo a sé stante
m’avvolge l’animo.
Succube di tutto ciò
mi rallegro,
rimango fermo,
piangendo senza freno.