Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Sguardo

Carceriere

Lo sguardo severo
ed il fanciullesco volto
creano scompiglio
al distratto osservatore,
i lineamenti
ricondotti all’essenza
rivelano alternativi mondi
impenetrabili,
inaccessibili.
Il mio corpo
cedo
al tuo altare,
sacrifica le mie passioni
e le mie membra,
sii padrona
della consunta carcassa
che or ora ti viene concessa,
custodiscila
e carezza le estremità;
Un abbozzo di sorriso
tra i tuoi capelli
scorgo al mattino.

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Seine

Ti porterò al Louvre
e lo sguardo della Gioconda
finalmente più non guarderà
troppo pudica
i nostri sentimenti

Spillo

Sospingeva i ricordi
come fossero foglie
sgretolandone le forme
falsificandone la sostanza.
Colto all’improvviso
ora carezza le mie spalle,
volgendo lo sguardo
scorgo le sue lacrime
e l’atmosfera si fa greve
assumendo palliativi
dedicandosi alla propria tumulazione.

Nel paese

La perenne fuga si staglia,
nel limpido orizzonte
appare una figura
priva di contorni,
ove lo spazio non coesiste
ed il tempo scorre a rilento
si odono preghiere
dolorosi lamenti bagnati,
nessuna pena o rimorso
volgendo lo sguardo
i campi privi di coltivazioni
le vie del paese inanimate
mentre pensieri volano,
sogni si fan lontani
tramutano in gesti
al di là del corpo
dell’umano pensiero
rimangono travolti animali,
edifici e corsi d’acqua.

Pragmatismi teatrali

Seguivo il suo lento passo ossessivamente,

sembrava quasi danzasse con il mondo
uno scorcio mai osservato dai miei occhi

sembrava quasi danzasse
con il mondo

Era una visione vergine al mio animo
che la sensibilità fu stravolta,
rimasi attonito sconcertato
dalle sue veneree movenze,
istantanee follie provocatorie
seducenti sfumavano lo scibile umano
mitigando le pulsioni

primordiali passioni si susseguivano
ed era tutto connaturato
ad un’estrema eleganza
simile ad un opera romantica.

 

Movenze

Volgere lo sguardo altrove
ricercando la tua figura,
contemplando il tuo volto assorto
scrutando i tuoi occhi.
Cadevo in deliquio costantemente
senza conoscerne il motivo,
accettavo l’assurda situazione
vacillando pericolosamente.