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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Smorfie

Nei pressi della divinità

Adagiata sul precario giaciglio
tra le tenebre
e le luci cittadine,
percepisco dal tuo respirar
che il sonno t’ha rapito
e placidamente sogni
ignara della mia presenza.
In disparte
appollaiato su di una sedia,
fumo e t’osservo;
Oramai gli occhi
all’oscurità si son abituati
e posso distinguere
facilmente i tuoi lineamenti,
le forme del tuo corpo,
i tuoi capelli
sparsi sul cuscino
-fili di gomitoli cerebrali-
ed una tua gamba
evade dal caldo mantello notturno
ed assume una strana posizione
sospesa,
ciondolante
in attesa di essere ritratta.

Vorrei
ma desisto
nel baciarti

Rimango sospeso,
ascoltando i tuoi silenziosi salmi
osservo ogni parte scoperta di te,
sorrido alle tue smorfie inconsce
invidio le tue dita
che sfiorano le calde labbra.

Desisto
nuovamente.
Vorrei sfiorarti
ma già lo so
Morfeo mi punirebbe.

Conduco me stesso
nelle vicinanze
del reliquiario dormiente
e m’accascio
attento a non far rumore,
in modo che le nostre carni
in questa notte
possano danzare
comunicando indisturbate.

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Infuso per due

Prendo il posto di Giulietta
al balcone ti attendo
secondi mesi lustri,
frenetico osservo
lungo la via deserta.
Vorrebbero rotolare
i miei bulbi oculari,
venirti incontro segretamente
spiando i tuoi movimenti
il passo tranquillo
le smorfie sul tuo volto di donna.
Imperturbabile lancetta
di un inesistente orologio
ruota mediante inerzia,
circonferenza
percorsa allo stremo,
corri corri corri
va pensiero
su note che già conosci
incrocia lo sfaticato
il gatto
e il natural fato.
La tua venuta
glorificherò
ed ora ti scorgo,
anticipato ritardo
il tè è pronto
fuma assieme a me,
mi ritiro
abdico dal personaggio
trasfigurandomi Romeo.