Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: tempo

Folgorazione

Odo ancor
sommesso frusciare
ed in balia la sensorialità arretra,
sbircio dalla serratura
il bambino morto
l’anziano vigoroso gioisce.
L’animalesca giocosità’
d’un fuggevole tempo
oramai statico,
il costato percuote
e la sua musicalità
su variazioni perpetue
è la banalità del nostro vivere.

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Taccuino di un giovane

Non giovano più
questi moti dell’animo
alla bruta società
che ci racchiude.
Il sentimento del tempo
è sfumato

DETERIORATO

Non più percepiamo
la sensibile realtà
intrinseca negli antenati.
La chiusura della mani
in preghiera

Quale fede?

Morbosità atavica ci spreme
il nulla
e l’emisfero del tuo occhio

Dedica

Odor di ricordi
mi tengon sveglio
alla ricerca del perduto tempo,
non più soporifere notti
ma dilagante insonnia febbrile
preme sulla mia esistenza.

Temporalità frammentaria

Occhi gonfi
non hanno spiegazioni,
palpebre pesanti
macigni all’orizzonte
oscurano
l’ignoto si pone avanti a me
Rimembro solo
corpo nudo voluttuoso,
respiro caldo,
assopiti nei tormenti.

Centellinato

Scorre il tempo
che fino a ieri pareva eterno
nulla attende,
scorgo già lontano
la grigia patria
surrogato dell’esistenza.

Infuso per due

Prendo il posto di Giulietta
al balcone ti attendo
secondi mesi lustri,
frenetico osservo
lungo la via deserta.
Vorrebbero rotolare
i miei bulbi oculari,
venirti incontro segretamente
spiando i tuoi movimenti
il passo tranquillo
le smorfie sul tuo volto di donna.
Imperturbabile lancetta
di un inesistente orologio
ruota mediante inerzia,
circonferenza
percorsa allo stremo,
corri corri corri
va pensiero
su note che già conosci
incrocia lo sfaticato
il gatto
e il natural fato.
La tua venuta
glorificherò
ed ora ti scorgo,
anticipato ritardo
il tè è pronto
fuma assieme a me,
mi ritiro
abdico dal personaggio
trasfigurandomi Romeo.

Risvolti cromatici

Ho imparato
a tacere
         risparmiando lacrime
trattenere le grida
         soffocando la rabbia
esprime indignazione
         tra i lineamenti
sussurrare pensieri
         egoisticamente intesi
riorganizzare il tempo
         frantumando gli orologi

Disimparando
nell’illusione costante,
arde il mio desiderio
dissociato dal mio corpo
attendo sveglio
il suo ritorno
in una notte
dalla parvenza monotona.

Marcia sul tempo

Labbra si posano
ore otto
contorni vividi
luce accecante
Parti
e non torni
prima che il lampione
avanti a me
s’accenda
Permane il pensiero
marcia sulle ore
ore otto
riscuoto il bottino.

Segreti esposti

Custode di rime segrete
a nessuno mai il segreto svelato
anonime poesie
mutano sulla linea del tempo
diversificandosi dalla comune realtà.

Ammaliato rimpiango

Vorrei donarti tutto ciò che possiedo,
fosse il nulla o l’infinito
tra chimeriche visioni
e scorci lunari.
Amplessi delicati
e tortuose risalite
tra spazio e tempo,
varcando i nostri limiti
sconfinando nella metafisica.
Potrò mai amarti
come il girasole segue il suo astro
o succube rimarrò nella speranza di tutto ciò?

Nel paese

La perenne fuga si staglia,
nel limpido orizzonte
appare una figura
priva di contorni,
ove lo spazio non coesiste
ed il tempo scorre a rilento
si odono preghiere
dolorosi lamenti bagnati,
nessuna pena o rimorso
volgendo lo sguardo
i campi privi di coltivazioni
le vie del paese inanimate
mentre pensieri volano,
sogni si fan lontani
tramutano in gesti
al di là del corpo
dell’umano pensiero
rimangono travolti animali,
edifici e corsi d’acqua.

Apparati

Saranno forse le tue labbra,
meta di sogni proibiti
a far trascendere il mio essere
soggiogandolo ingenuamente,
mano nella mano
condotto al tuo giaciglio.
Tempo scorri lentamente
del piacere voglio gioire
immancabile adulatore
conquisterò i tuoi seni,
baciando turgidi capezzoli
soffocandoti assuefatta a me.
Attimi,
reconditi desideri
sepolti in fragili vasi di Pandora
imploderanno
e nell’esplosione vivremo sereni.

Tempo, fioritura, essiccazione

Arrogante messaggero al chiaror lunare
ora tu solo ascolti il mio silenzioso canto
serra le labbra in futuro
non rivelare le mie confessioni,
son dettate dall’odio
fossero solo astrazioni narrerei tutto ciò
forse come favole o novelle
ma pura realtà si staglia
torce i capelli
inonda di pensieri l’oscurità,
credi al mio incessante vociare
scaturito sopraggiunto
tramortisce l’essere
qual consolazione la solitudine
l’oltre vita dormiente assuefatta.

Pluvio

Ho riversato speranza
tra queste lacrime
e scende lenta la pioggia…
Il mio amore è rimasto ucciso
nessuno può salvarsi,
ricordo solo ora i tuoi presagi
che per me furon miraggi,
sottomessi alla testardaggine
e scende lenta la pioggia…
Conservo ancor quel fiore
senza petali e vita,
coltivo ancora la tua esistenza
seppur spenta da tempo,
son tenui i colori
trattenuti da queste pagine
e scende lenta la pioggia…
Trama fitta trattiene il folle
dal cervello sopraffine,
sboccerà tra la neve
nel cinereo paesaggio mondano
e scende lenta la pioggia…

Rapsodia

Debole ristoro del corpo
l’animo spezzato vacilla,
rotola nella valle cosparsa di rovi
versando vino in calici
ove il liuto riecheggia
e banchettano felici gli arti.
A caro prezzo seni martoriati
e lingue dolciastre
dipingono nuove tele,
schizzano i membri
fallaci falli di uomini
dalle mille colorazioni
orgasmi elicoidali risuonano.
Libertà invocata
decapitata
smarrita in vecchi romanzi,
derelitti del nostro tempo
pietre miliari del mai passato.