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A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Tenebre

Nei pressi della divinità

Adagiata sul precario giaciglio
tra le tenebre
e le luci cittadine,
percepisco dal tuo respirar
che il sonno t’ha rapito
e placidamente sogni
ignara della mia presenza.
In disparte
appollaiato su di una sedia,
fumo e t’osservo;
Oramai gli occhi
all’oscurità si son abituati
e posso distinguere
facilmente i tuoi lineamenti,
le forme del tuo corpo,
i tuoi capelli
sparsi sul cuscino
-fili di gomitoli cerebrali-
ed una tua gamba
evade dal caldo mantello notturno
ed assume una strana posizione
sospesa,
ciondolante
in attesa di essere ritratta.

Vorrei
ma desisto
nel baciarti

Rimango sospeso,
ascoltando i tuoi silenziosi salmi
osservo ogni parte scoperta di te,
sorrido alle tue smorfie inconsce
invidio le tue dita
che sfiorano le calde labbra.

Desisto
nuovamente.
Vorrei sfiorarti
ma già lo so
Morfeo mi punirebbe.

Conduco me stesso
nelle vicinanze
del reliquiario dormiente
e m’accascio
attento a non far rumore,
in modo che le nostre carni
in questa notte
possano danzare
comunicando indisturbate.

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Ora del decesso incerta

Nella buia notte dormiente
la melodia appariva come:
              “Pericolo imminente
              donne e bambini nei
              sottoscala, uomini
              armati di fucile
              pronti a combattere”
Ansia premeva
a quel suono
che lacerava le tenebre,
rievocazione del passato
delirium tremens
madido di sudore
confessavo le mie colpe
              due corpi
                    assoluti
                    e protetti.

Penultimi rintocchi

La mano racchiudo
strappando l’eternità,
chiusa in un cassetto
riposa in pace
claustrofobica fobia,
diafana sfugge
palpitando l’occhio destro
fuoriesce rotolando
buio
in questi luoghi
risucchiati
zampillano.

Re Mida

Occhi oro
colano le iridi
cicatrici infuocate
ribolle luminescente.

Imitatore

Cala la notte
e nudo ancor sono,
dolenti le membra
estrema unzione.