Direzioni Diverse

A chi mai leggerà, dormirà e vivrà.

Tag: Vanto

Eros e Thanatos

Ho sognato i tuoi orizzonti violacei
senza carpirne la vera assenza,
mi sono abbandonato
alle schiere d’uomini
che si piegavano avanti a me,
senza conceder loro la grazia.
Ed ora me ne vanto
appostato,
delicatamente poggiato
sul mondo,
perpetuo flusso che mi ferisce.

Mortificandomi
glorificherò le tue mani,
che violente cingevano il mio corpo
oscurandomi fragili polmoni.

All’improvviso frammenti,
sparsi in ogni dove.

Non so più ricomporre
il mio destino,
la mia meta è svanita
offuscata la strada che percorrevo.

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Intimità

Punteggiatura errata
è questo il verso mancante
nella breve vita del poeta,
improvvisato tale da carta e penna
celato ad amici e parenti
nella sua stanza si diletta
e seppur vano,
almeno questo il suo pensiero,
del suo scrivere si fa vanto
quando giunge il canto
del mattino primaverile
e il sole acceca la sua vista.
È questo il verso mancante
tra la punteggiatura errata
custode di versi sconosciuti,
innominabili tra le genti.

Cumuli

Son circondato da oggetti
di cui mi faccio vanto,
variegate le forme
e la colorazione
son accatastati alla rinfusa.
La polvere ricopre senza discriminazione
mentre le sfumature si fan più opache
e le loro ombre così sottili, delicate.
Non vè più nessun nesso logico
tra sigarette, fogli e libri
se non il puzzo di nicotina
in notti insonni.
Ordine casuale dettato dalla pigrizia
frenesia in pulsazioni astratta
che tarda a farsi sentire.
Anche loro desiderano un luogo in cui riposare,
abbandonarsi lentamente
per poi spegnersi
oramai privi di vita propria.